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portoghése

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Lessico

agg. e sm. e f. Proprio del Portogallo: costumi portoghesi; abitante o nativo del Portogallo, la lingua parlata in Portogallo. Fig., chi riesce a entrare a teatro o in altro luogo di pubblico spettacolo senza pagare; questo significato deriva dal fatto che nel sec. XVIII, a Roma, in occasione di un avvenimento, l'ambasciata del Portogallo aveva organizzato una recita al teatro Argentina; a tale spettacolo si poteva assistere senza pagare, presentandosi come “portoghese”.

Linguistica

In linguistica, il portoghese è una lingua neolatina parlata in Portogallo, negli arcipelaghi delle Azzorre e di Madeira e nel Brasile, i cui principali documenti, prescindendo da parole volgari isolate che cominciano ad apparire in testi basso-latini già a partire dal sec. IX, sono della fine del sec. XII. Nella sua evoluzione storica si possono distinguere due grandi periodi: quello arcaico che giunge fino alla metà del sec. XVI e quello moderno dalla metà del sec. XVI a oggi. Nella fase più antica il portoghese è strettamente connesso con il dialetto gallego della Galizia e dalle regioni settentrionali si diffuse verso il Sud con la progressiva liberazione del Paese dagli Arabi. Le attuali varietà dialettali portoghesi si possono raccogliere in tre grandi gruppi: gruppo continentale, che comprende i dialetti interamnense, nella provincia di Entre Douro e Minho, trasmontano nella regione di Tras-os-Montes, beirano nella regione di Beira, meridionale nell'Estremadura, nell'Alentejo e nell'Algarve; gruppo insulare, che comprende i dialetti delle Azzorre e di Madeira che provengono dal Portogallo meridionale; gruppo d'oltremare, comprendente i dialetti brasiliani che differiscono da quelli della madrepatria per alcune particolarità fonetiche, morfologiche, sintattiche e soprattutto lessicali. Nel vasto territorio coloniale dal portoghese si sono sviluppate diverse parlate creole come l'indoportoghese (Goa, Damâo, Ceylon), il sinoportoghese (Macao), il maleoportoghese (Giava e Malacca, dove sembra ormai estinto), il negroportoghese (Capo Verde, Guinea, Angola). Le principali caratteristiche del portoghese sono: nella fonetica il passaggio dal latino au in ou od oi (latino taurus, portoghese touro, toiro), la caduta di -d-, -l-, -n- intervocalici (latino fides, portoghese ; latino dolor, portoghese dor; latino luna, portoghese lua), il passaggio di cl-, fl-, pl- in ch- (latino clavis, portoghese chave; latino flamma, portoghese chama; latino plorare, portoghese chorar); nella morfologia la distinzione tra infinito personale o flesso e infinito impersonale, e la possibilità di inserire un pronome atono all'interno delle forme di futuro e condizionale (direi, dirò; dirte-ei, ti dirò). Il portoghese ha ricevuto numerosi elementi lessicali dal germanico, dall'arabo, dal francese, dallo spagnolo, dall'italiano e da varie lingue esotiche africane, asiatiche e amerindie, ma a sua volta ha fornito parole ad altre lingue (per esempio auto-da-fé, caravella, marmellata sono parole di origine portoghese; altre parole i Portoghesi mutuarono da lingue indigene coloniali e le trasmisero alle altre lingue europee, come nel caso di banana).