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postmodèrno

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Architettura

sm. (dall'inglese post-modern). Termine coniato negli Stati Uniti verso la fine degli anni Sessanta del sec. XX per definire, in architettura, un movimento di rivisitazione del passato che intende reagire al funzionalismo e al razionalismo esasperato. Con postmoderno, in genere, si sogliono intendere o designare quelle espressioni, all'interno delle varie discipline, in cui sono presenti elementi e fattori di mutamento e/o superamento dei caratteri che contraddistinguono la modernità. Il postmoderno si presenta, al più, come un insieme di pensieri, percezioni e valori in grado di formare, tra gli intellettuali, una visione in base alla quale costruire una riflessione critica sul modo con cui una società, avvalendosi delle categorie proprie della modernità, rappresenta se stessa. Il termine è largamente usato in architettura, nelle arti visive e, negli anni Settanta e Ottanta, nell'ambito musicale. Negli Stati Uniti assume caratteri più forti e spregiudicati rispetto alla cultura europea con l'apporto teorico di Robert Venturi (Complessità e contraddizioni in architettura, 1966) e l'opera di Johnson e Burgee (grattacielo AT&T a New York, 1978-1983), di Charles Moore (piazza Italia a New Orleans, 1975-78) e di Michael Graves (Public Service Building a Portland, 1978-82). In Europa le posizioni antimoderniste vengono sostenute sul piano teorico da A. Rossi (Architettura della città, 1966), Robert Krier (Stadtraum in Theorie und Praxis, 1975) e P. Portoghesi (“Strada Novissima”, alla Biennale di Venezia del 1980; Dopo l'architettura moderna, 1980; Postmodern, 1982), con l'intento di rifondare una nuova sintassi architettonica basata sul valore dell'archetipo e della memoria collettiva. Ricordiamo inoltre le realizzazioni di R. Bofill in Francia, di H. Hollein, così come nell'ambito del design il contributo dello Studio Alchimia e del gruppo Memphis. Dal campo dell'architettura il postmoderno si è diffuso poi alle arti figurative, alla letteratura, alla filosofia, ecc., esprimendo, quale componente comune, il superamento delle avanguardie e del loro linguaggio.

Danza

Con riferimento all'estetica della danza, il termine italiano è stato utilizzato con due diversi, e spesso non distinti, significati: come facente riferimento alla corrente del postmodernismo di cui sopra o, più propriamente, come pertinente a quel vasto movimento di reazione al neoaccademismo dei pionieri della modern dance e dei loro seguaci (post-modern dance) nato al principio degli anni Sessanta a New York e in California.