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potènza

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Lessico

sf. [sec. XIII; dal latino potentía, da potens-entis, potente].

1) L'essere potente, la qualità di chi o di ciò che ha potere: la potenza di Dio, del destino, della natura. Con sensi più specifici: A) la condizione di chi dispone di molti mezzi e può far valere la propria influenza; autorità, prestigio: la potenza di una nazione, di un esercito, di una società finanziaria. B) Grande forza fisica o spirituale, vigore: atleta di eccezionale potenza; la potenza creativa di un artista; potenza sessuale, la capacità di un individuo maschio di avere rapporti sessuali completi con la femmina. C) Detto di cose, energia, intensità, capacità di produrre determinati effetti: la potenza del vento, di una bomba; influenza preponderante, efficacia: la potenza del denaro, dell'amore, della musica; un farmaco di grande potenza.

2) Persona, gruppo, ente potente: quell'avvocato è una potenza nel suo ambiente; potenze celesti, gli angeli; potenze infernali, i diavoli. In particolare, nazione, Stato in quanto soggetto di diritto internazionale perché libero da ogni altro Stato e autonomo (specialmente se abbia un notevole peso militare ed economico): le potenze in guerra; le maggiori potenze mondiali.

3) Nella filosofia aristotelica, in senso generale, capacità; in senso più stretto, capacità di produrre o di subire un mutamento. Per estensione, facoltà non realizzata: le potenze dell'anima; in potenza, di quanto può realizzarsi ma non esiste ancora: quel giovane è uno scienziato in potenza.

4) In meccanica, lavoro fatto da una forza motrice nell'unità di tempo. È una grandezza scalare che misura la rapidità con cui si compie un lavoro; la sua unità di misura nel Sistema Internazionale (SI) è il watt (simbolo W). Essendo il watt una potenza molto piccola, esso è spesso sostituito dal suo multiplo, il chilowatt (kW), o, nei sistemi pratici, dal cavallo-vapore (CV).

5) In matematica, potenza di un numero reale, il prodotto di quel numero per se stesso tante volte quante ne indica un altro numero detto esponente della potenza; il numero che si moltiplica per se stesso è detto base della potenza; elevamento a potenza, l'operazione di moltiplicare la base per se stessa. Per esempio 54=5∤5∤5∤5=625, in cui 5 è la base e 4 è l'esponente.

6) Nei concorsi ippici, categoria di potenza, quella alla quale vengono iscritti cavalli con meno di sette anni di età; gli ostacoli sul percorso sono 6 o 8 con un'altezza minima di 1,45 m; è prevista la velocità minima di 300 m al minuto. In caso di parità la prova viene ripetuta con gli ostacoli più elevati.

7) Potenza di un esplosivo, lavoro massimo fornito dall'unità di peso dell'esplosivo quando i prodotti gassosi generati dall'esplosione hanno raggiunto la temperatura di 15 ºC e la pressione di 1 atmosfera. Tale potenza è semplicemente un dato teorico che si utilizza solo come termine di paragone e viene calcolata moltiplicando il numero di chilocalorie sviluppate da 1 kg di esplosivo per l'equivalente meccanico della caloria.

8) In fisica nucleare, reattore di potenza.

9) In geologia, spessore reale di uno strato o di un'unità stratigrafica.

10) In logica matematica, numero degli elementi di una classe o di un insieme.

11) In ottica, sinonimo di convergenza e di potere diottrico.

12) In statica, la forza che agisce su una leva o in genere su una macchina semplice.

13) In araldica, figura a forma di T greco (detta anche croce di S. Antonio); si dicono potenziate le figure o pezze, e in particolare la croce, con tale terminazione.

Elettrotecnica

Potenza assorbita da un utilizzatore, la potenza elettrica che esso preleva dalla linea di alimentazione o la potenza meccanica richiesta al motore primo. La potenza resa è quella elettrica erogata da un generatore o quella meccanica sviluppata all'albero da un motore; nel caso di un trasformatore, è la potenza erogata dall'avvolgimento secondario. La potenza perduta è la potenza trasformata in calore per effetto Joule, quando tale trasformazione sia indesiderata. La potenza nominale di una macchina elettrica è la potenza che essa è capace di sviluppare (o assorbire) continuativamente senza superare determinate sovratemperature, definite dalle norme in base alle caratteristiche dei materiali isolanti, in condizioni di lavoro pur esse stabilite dalle norme o da capitolati e contratti. Viene di solito portata dalla targa della macchina e chiamata talvolta potenza di targa. La potenza netta di un generatore è quella utilizzabile, da esso generata, data dalla potenza generata, dedottane la somma della potenza spesa per far funzionare servizi ausiliari locali, macchine eccitatrici o sistemi statici equivalenti, ecc. Nei sistemi a corrente continua la potenza è data da P=VI, dove V è la tensione e I la corrente, ed è misurata in watt. Nei sistemi a corrente alternata si definisce come potenza istantanea la potenza corrispondente al prodotto dei valori istantanei della tensione e della corrente; potenza attiva o reale è la potenza media di un circuito data da P=VI cos φ, essendo cos φ il fattore di potenza e φ l'angolo di sfasamento tensione-corrente; potenza reattiva è il prodotto Q=VI sin φ: si misura in voltampere reattivi ed è considerata positiva quando l'utilizzatore è induttivo; la potenza apparente è data dal prodotto dei valori efficaci di tensione e corrente: A=VI e viene misurata in voltampere. Nei sistemi trifase simmetrici ed equilibrati (macchine, linee, circuiti d'ogni tipo) si ha, rispettivamente, per le potenza attiva, reattiva e apparente: , e , dove V è il valore della tensione concatenata.

Tecnica

Nelle macchine utensili è detta potenza utile la potenza Nu teoricamente necessaria per asportare un truciolo durante la lavorazione. Essa è data in cavalli, o dalla relazione dove: δs è il carico unitario di strappamento espresso in kg/mm², q la sezione del truciolo in mm², v la velocità di taglio in metri al minuto. La velocità di taglio e il carico unitario di strappamento sono delle caratteristiche pressoché costanti per ciascun tipo di materiale in lavorazione e di utensile impiegato. Ne risulta che, essendo fissa per una certa macchina la potenza massima disponibile, per non richiedere durante la lavorazione una potenza utile superiore a quella massima bisogna determinare in modo opportuno il valore della sezione del truciolo, q, e soprattutto il valore dei suoi componenti (avanzamento e profondità di passata). La potenza assorbita da una macchina utensile durante la lavorazione è superiore a quella teoricamente necessaria a causa delle numerose dispersioni di energia e viene calcolata con la formula

nella quale il rendimento totale η può variare da 0,70 a 0,75 secondo il tipo di lavorazione, il tipo di macchina utensile e il suo stato di efficienza e manutenzione. La potenza assorbita durante l'operazione di sgrossatura è comunque sempre maggiore della potenza assorbita durante le operazioni di finitura proprio per la diversa natura delle due lavorazioni. Infatti gli avanzamenti e le profondità di passata utilizzati durante le operazioni di finitura sono molto più piccoli di quelli impiegati nelle operazioni di sgrossatura.

Acustica

Potenza sonora, con riferimento a una data superficie S in un campo sonoro, è l'integrale dell'intensità sonora I uscente dalla superficie, pari a W=ʃS I ∤ dS=ʃS pun ∤ dS, dove p è la pressione sonora e un la componente della velocità di spostamento normale alla superficie. Più precisamente se p e un sono i valori istantanei delle due grandezze, W definisce la potenza istantanea. Se invece dalla superficie esce un'onda sonora sinusoidale, di cui pe e uen sono i valori efficaci e φ è lo sfasamento fra pressione sonora e velocità acustica, la potenza sonora media è data dall'espressione:

È detta, infine, con riferimento alla potenza media, livello di potenza l'espressione Lp=10 lg W/W0, dove W0 è la potenza di riferimento, pari a 10-13 watt.

Geometria

Potenza di un punto rispetto a una circonferenza: dato un punto P e una circonferenza C di centro O giacenti nello stesso piano, siano P₁ e P₂ le intersezioni della circonferenza con una retta r qualsiasi che passi per P e sechi C; la potenza di P rispetto a C è il prodotto , dove i segmenti vengono supposti orientati e di conseguenza le grandezze sono dotate di segno algebrico. Se è la retta individuata da P e O e sono le intersezioni di con C vale la seguente identità: , da cui risulta che la potenza di P rispetto a C è indipendente dalla secante r considerata. In particolare, se R è il raggio di C e d è la lunghezza del segmento PO, si ottiene che la potenza di P rispetto a C è d²-R². Se P è esterno alla C la sua potenza è positiva, se è interno è negativa. Il luogo dei punti aventi la stessa potenza rispetto a due circonferenze è una retta detta asse radicale; esiste uno e un solo punto avente la stessa potenza rispetto a tre circonferenze ed è detto centro radicale delle tre circonferenze. Nello spazio, definito analogamente il concetto di potenza rispetto a una sfera, è detto piano radicale il piano luogo dei punti aventi la stessa potenza rispetto a due sfere; è detto asse radicale la retta luogo dei punti aventi la stessa potenza rispetto a tre sfere; esiste infine uno e un solo punto avente la stessa potenza rispetto a quattro sfere.

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