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potabilizzazióne

sf. [da potabile]. Trattamento avente lo scopo di conferire all'acqua requisiti di potabilità. Per rendere potabile un'acqua la si sottopone generalmente a filtrazione e chiarificazione mediante filtri e vasche di flocculazione, nelle quali l'agente flocculante congloba le impurità anche più fini. Dopo questi trattamenti l'acqua è già limpida e incolore e spesso può risultare potabile anche se l'eliminazione dei batteri è avvenuta in modo pressoché completo, altrimenti occorre sottoporre l'acqua a processi di sterilizzazione, mettendola a contatto con un agente ossidante quali cloruro di calcio, cloro gassoso, cloroammine, ecc. che liberano ossigeno, oppure mediante aria ozonizzata. Dopo sterilizzazione con cloro e derivati è necessario deodorizzare l'acqua, il che si ottiene mediante filtri a carbone. È possibile ottenere la sterilizzazione anche mediante raggi ultravioletti. In attuazione della direttiva CEE n. 75/440 del 1975, il D.P.R. 3 luglio 1982, n. 515, e successivamente la legge 5 aprile 1990, n. 71, recante misure urgenti per il miglioramento qualitativo e per la prevenzione dell'inquinamento delle acque, ha classificato le acque dolci destinate alla potabilizzazione in tre categorie, alle quali corrispondono, per le caratteristiche fisiche, chimiche e microbiologiche, i valori indicati nella tabella allegata alla legge.

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