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pròlogo

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Lessico

sm. (pl. -ghi) [sec. XIV; dal greco prólogos, prologo].

1) Parte introduttiva di un lavoro teatrale la cui funzione è (o meglio era, in quanto il prologo è caduto in desuetudine) di portare a conoscenza del pubblico l'antefatto o di anticipare in sintesi gli eventi dell'azione o più semplicemente di porgere un saluto al pubblico. A volte il prologo era una vera e propria scena e magari assumeva fisionomia di atto introduttivo o autonomia d'azione (e in tale forma fu ripreso da Brecht nel Cerchio di gesso del Caucaso), o poteva trattarsi di un monologo. Per metonimia, il personaggio che recita il monologo d'apertura.

2) Nel melodramma e nel balletto, scena o brano di introduzione. Ebbe caratteri e funzioni diversi: in età barocca fu spesso una sorta di breve cantata allegorica, non sempre direttamente legata allo spettacolo che seguiva perché poteva essere dettata da esigenze celebrative o fungere da dedica. Nel sec. XIX invece il prologo presentò per lo più un essenziale antefatto dell'azione drammatica successiva (così per esempio nel Boris, nel Simon Boccanegra, nel Mefistofele). Nei Pagliacci è un brano che spiega i principi cui l'autore si è voluto ispirare.

3) Per estensione, introduzione, preambolo di un'opera scritta o meno comune di un discorso: il prologo di un romanzo.

4) Fig., sintomo premonitore, fatto che preannuncia una serie di fatti analoghi ma di più vasta portata (per lo più spiacevoli): l'incidente non fu che il prologo di tante sventure.

Teatro

Le origini del prologo risalgono all'antichità greca, per generale convenzione a Tespi (il primo che si conosca, a cui fecero poi riferimento i maggiori poeti, è quello delle Fenicie di Frinico) ed è sempre presente nel teatro greco e latino. Con nomi diversi lo si trova poi nel teatro medievale, in quello rinascimentale e nella Commedia dell'Arte; benché esso sia sempre riconducibile ai moduli dell'antichità ha però avuto in ogni Paese e in ogni epoca una sua storia fortemente condizionata dalle strutture drammaturgiche e dalle esigenze ambientali. Nei sec. XVIII e XIX tende a scomparire e nel sec. XX alla sua funzione si ricollega nel teatro di Brecht l'uso delle scritte all'inizio delle scene.