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precipitare

v. tr. e intr. (ind. pr. precìpito) [sec. XIV; dal latino praecipitāre, da praeceps-pítis, precipite].

1) Tr., gettare a capofitto, lanciare dall'alto in basso con impeto: lo precipitò da una roccia. Rifl., gettarsi dall'alto, buttarsi giù: si precipitò nel burrone.

2) Fig., affrettare eccessivamente e senza la dovuta riflessione: precipitare la partenza;precipitare una decisione, prenderla in fretta e furia, avventatamente; lett.: precipitare gli indugi, troncarli. Con valore assoluto, affrettare una conclusione, prendere decisioni avventate: non precipitiamo, è una cosa troppo importante. Rifl., recarsi in un luogo in gran fretta, accorrere immediatamente, con impeto: precipitarsi alla stazione; precipitarsi al soccorso dei feriti; per estensione, fare una cosa qualsiasi con la massima premura: si sono precipitati a comperare l'ultimo modello di macchina.

3) Intr., piombare a capofitto, cadere con impeto dall'alto: l'aereo è precipitato in seguito a un'avaria. Fig., procedere rapidamente verso una condizione per lo più spiacevole, dolorosa, pericolosa e simili: precipitare nella miseria, nella disperazione; gli eventi precipitano, si avviano rapidamente a una conclusione, per lo più negativa.

4) In chimica, di una sostanza, separarsi dalla soluzione in cui si è sciolta mediante precipitazione. Anche tr., provocare la precipitazione.

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