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precipitato

agg. e sm. [sec. XVI; pp. di precipitare].

1) Agg., caduto impetuosamente, piombato rovinosamente dall'alto. Per lo più usato con il senso fig. di precipitoso: decisione, risposta precipitosa.

2) Sm., sostanza solida, insolubile, che si forma in una soluzione in seguito a una reazione chimica, oppure che si separa a causa dell'aggiunta di un sale o di un solvente che ne diminuiscono la solubilità. § Facendo gorgogliare una corrente di anidride carbonica in una soluzione di idrossido di bario in acqua si forma il carbonato di bario:

Il carbonato di bario è però praticamente insolubile in acqua per cui, non appena formatosi, si separa allo stato solido: si nota cioè l'immediato intorbidamento della soluzione e ben presto la separazione del precipitato di carbonato di bario, che si raccoglie sotto forma di sedimento bianco sul fondo del recipiente. La formazione di precipitato è largamente utilizzata nell'industria e nei laboratori chimici per gli scopi più diversi. Così, il carbonato di calcio, detto appunto precipitato del commercio e utilizzato nella tecnica farmaceutica, nella produzione di vernici, nell'industria delle materie plastiche, ecc., è carbonato di calcio puro ottenuto precipitandolo da una soluzione acquosa di cloruro di calcio per aggiunta di una soluzione di carbonato di sodio. In chimica analitica la formazione di opportuni precipitati viene utilizzata per individuare la presenza di molti elementi in una soluzione di composizione incognita e poi per determinare la quantità degli elementi presenti.

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