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predestinazióne

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Lessico

sf. [sec. XIV; da predestinare]. Il predestinare o l'essere predestinato; determinato corso imposto agli eventi prima ancora che essi si verifichino. In particolare, concetto teologico collegato all'idea di destino. Assume una particolare importanza nelle religioni monoteistiche dove si tratta di definire i limiti del libero arbitrio umano in rapporto all'onnipotenza divina.

Teologia

Il senso del problema teologico relativo è quello di riconoscere una responsabilità all'uomo senza dover ammettere una carenza di presenza divina. La soluzione islamica è di non ammettere in nessun momento e in nessun luogo una “carenza di Dio”, e pertanto la predestinazione diventa fondamentale: Dio ha stabilito ab aeterno il destino di ogni uomo. Dal che deriva il fatalismo musulmano nel suo duplice aspetto: rassegnazione passiva e azione temeraria (dato che ogni prudenza non servirebbe a stornare l'inevitabile). Nel cristianesimo predestinazione si definisce il piano divino secondo il quale la creatura razionale è condotta alla vita eterna e/o in particolare alla giustificazione e alla glorificazione. La predestinazione è caratterizzata dall'ineluttabilità della salvezza o degli altri doni, per cui Sant'Agostino la definisce: “prescienza e preparazione dei benefici di Dio con i quali certissimamente sono liberati coloro che sono liberati”. I testi su cui poggia la dottrina della predestinazione sono: Vangelo di Giovanni 17,12: “Quelli che tu mi hai dato, io li ho custoditi e nessuno di loro è perito, tranne il figlio di perdizione (Giuda) onde si compisse la Scrittura”; ancora Giovanni 10,27: “Le mie pecorelle... mi seguono e io darò loro la vita eterna; esse non periranno e mai nessuno me le strapperà di mano”; San Paolo, Lettera agli Efesini 1,3-4: “Sappiamo poi che tutto coopera a bene a chi ama Dio, cioè per quelli che secondo il suo piano sono chiamati”. Circa il fondamento della scelta di Dio e la natura della cooperazione tra grazia divina e libero arbitrio, i teologi sono concordi solo sul principio essenziale che la predestinazione implica la volontà dell'uomo ma trova ragione soprattutto nella grazia di Dio. Il mancato effetto della salvezza (riprovazione), mentre per la dottrina cattolica, salvaguardando il dogma della volontà salvifica e universale di Dio, è legato all'atto con cui egli prevede e semplicemente permette la malvagità di alcuni decretandone di conseguenza l'esclusione dalla vita eterna, per i seguaci del predestinazionismo dipende da una positiva e incondizionata decisione di Dio, che “spinge l'uomo violentemente verso la morte, per cui chiunque si perde, si perde per volontà di Dio” (Lucido, 474). Sostenitori di questa dottrina furono: Godescalco, Wycliffe, Hus, Giansenio, Lutero e Calvino, che le diede la formulazione più radicale, affermando “la preordinazione di alcuni alla vita eterna, di altri alla dannazione eterna”.

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