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prefisso

agg. e sm. [sec. XVI; pp. di prefiggere].

1) Agg., deciso in precedenza: partire nel giorno prefisso.

2) Sm., elemento che viene premesso a una parola per derivarne un'altra che presenta, rispetto a quella originaria, una modificazione di significato. Nella lingua italiana oltre a numerosi prefissi di origine latina (extra-territoriale, post-bellico, trans-alpino) ve ne sono non pochi di origine greca (a-morale, anti-sociale, arci-vescovo, para-statale). Spesso dopo il prefisso la consonante iniziale della parola viene raddoppiata (contraccolpo, frattempo, sopralluogo).

3) In logica matematica, la parte iniziale di una formula.

4) In telefonia, prefisso di selezione, serie di cifre che nella numerazione telefonica viene premessa al numero di utente per realizzare i vari instradamenti delle comunicazioni in teleselezione. Più propr. dovrebbe essere impiegato il termine indicativo. Con la riforma del sistema di numerazione in telefonia fissa, il prefisso deve sempre essere digitato, diventando parte integrante del numero d'utente.

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