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preromanticismo

sm. [pre-+romanticismo]. Il complesso di elementi letterari e spirituali precorritori del romanticismo, che solo dall'inizio del sec. XX è stato studiato in modo unitario nei suoi atteggiamenti d'arte, di poesia e di cultura. Per alcuni critici, che fanno iniziare il romanticismo da Prévost come già in passato da Rousseau, è ovvio esaminare motivi preromantici nella sfera che preparò il movimento letterario europeo alla fine del Sette e ai primi dell'Ottocento. § Il nome di preromantico, necessario per delimitare un nuovo capitolo di storia delle lettere e del costume, si è cominciato a usare verso il 1930 e da allora, in particolare per merito di comparatisti francesi e inglesi, è stato utilizzato ai fini di una precisa caratterizzazione di elementi vari che anticipano le innovazioni romantiche pur senza accennare a ribellioni e contrasti anche politici per il risorgente nazionalismo (per esempioitaliano e tedesco). L'influenza decisiva, o almeno considerata tale per vario tempo, di Rousseau, con la Nuova Eloisa e vari scritti autobiografici, faceva risalire al 1760 il trionfo di una sensibilità da “uomo nuovo”, l'amore per la natura, il ritorno alla genuinità e alla sincerità nei contrasti con le falsità sociali. In realtà è necessario partire da almeno un trentennio prima, cioè dal 1730. Per quanto il filone che inizia da Rousseau sia evidente in Bernardin de Saint-Pierre e nell'esotismo africano di Paolo e Virginia (1787), fin dai primi del sec. XVIII si notano affetti e sentimenti che danno al cuore la preminenza sulla ragione e lo spingono al dominio della passione e dell'avventura anche in relazione ai tempi. Famose sono alcune confessioni femminili di sincerità e di abbandono alla natura e ai sensi; e si tenga anche conto dell'influsso ricevuto dalla vita stessa attraverso resoconti personali di navigatori e di pionieri, dalle Indie alle Americhe, anche per la visione di paesaggi inconsueti e per la conoscenza di nuove genti (con una reviviscenza del “buon selvaggio” di Montaigne). Nella formazione di un nuovo gusto letterario è preminente in Francia e in Italia la diffusione del teatro di Shakespeare. Importanti sono gli scritti di Voltaire, che, tornato da Londra nel 1729, utilizzò per il suo teatro innovazioni ardite di Shakespeare in Bruto (1730) e in Zaira (1732); pur fra critiche limitative del “barbaro non privo d'ingegno” (definizione che Manzoni farà sua ironicamente) Voltaire dà inizio a una fortuna che sarà effettuata magistralmente nella traduzione completa di Tourneur (1776-81). La passione, l'avventura, la potenza dei sentimenti hanno nella tragedia inglese un autore che influenza profondamente la letteratura europea e prepara, coi teorici tedeschi e col teatro spagnolo, l'avvento del romanticismo. Ispirate da un sincero abbandono ai moti del cuore sono alcune commedie di Marivaux, specialmente Il giuoco dell'amore e del caso (1730) e, per quanto inficiate da un moralismo ottimistico, anche opere narrative dell'autore quale La vita di Marianna (1731-41). Singolare rappresentante di un mondo dove la virtù sempre trionfa è l'inglese Richardson (che venne anche tradotto dall'abate Prévost): tipici sono i romanzi Pamela o la Virtù ricompensata (1741) e Clarissa o Storia di una fanciulla (1747-48). Inquietudini interiori si manifestano, anche per testimonianza di un'avventurosa vita, nella Storia di Cleveland o il Filosofo inglese (1738), presentata come traduzione dall'inglese, e soprattutto nella famosa Manon Lescaut (1731): opere l'una e l'altra dell'abate Prévost, la seconda contenuta dapprima nelle Memorie di un uomo di nobile condizione. L'amore impetuoso e irresistibile, che ha fatto lanciare accuse di giansenismo, incita a nuove ardite pitture di passioni. Se il secolo volge verso il razionalismo, l'ardore degli istinti umani e l'abbandono al fascino della natura fomentano nuovi motivi; del resto, un sottile esotismo orientale, diffuso dalla traduzione dall'arabo delle Mille e una notte a opera di Galland (1704), e la conoscenza dell'India e, in genere, dell'Oriente portano francesi e altri europei a tendenze esotiche, estranee al mondo classico, accusato di freddezza e di scolasticismo almeno fino alla scoperta di Ercolano e di Pompei e alla reviviscenza del classicismo nell'arte e nel costume. Il mondo anglosassone è sentito come motivo di libertà e di spontaneità perfino nell'uso dei giardini all'inglese, nel gusto delle rovine naturali (in Francia con Volney e in Italia con Alessandro Verri alla fine del Settecento). Come motivo preromantico è sentito il primitivo e anche Vico, con la Scienza nuova e le pagine sui poemi omerici, favorì una tendenza che, più tardi, si sarebbe sviluppata nel romanticismo vero e proprio. Se la Germania cerca le sue origini storiche nei canti medievali e nelle tradizioni del popolo (culminate nei Canti popolari di Herder, 1778, e nella trilogia sull'eroe Arminio di G. Klopstock, 1769, 1784, 1787; l'autore è famoso anche per Il Messia, 1748-73), l'Inghilterra nei numerosi studi sulla propria storia di lontani secoli trae elementi di ispirazione poetica e di storia civile. Eccezionale, per la riesumazione artificiosa ma geniale dei primitivi canti dell'eroe Ossian, è la raccolta delle poesie ossianiche di Macpherson (1760-63 e, in edizione completa delle sue ricostruzioni arditamente creative, 1773). Il mondo del “nuovo Omero” ebbe un influsso eccezionale sul continente, per la pittura di paesaggi lunari e oceanici. La traduzione di Ossian fu dovuta al Cesarotti nel primitivo nucleo (1763): nell'anno stesso esce il Mattino del Parini, poeta che, nelle ultime parti del Giorno, mostrerà palesemente influssi preromantici nella descrizione della notte e in vari accenni. Un nuovo senso della natura, compartecipe ai sentimenti dell'uomo, si ha con alcuni poeti inglesi: Thomson, con le Stagioni (1725-30), Young, con Le notti (1742-45), e Gray, con l'Elegia scritta in un cimitero di campagna (1742-50). Anche gli Idilli dello svizzero-tedesco Gessner (usciti nel 1756-72) influenzano largamente la Francia e l'Italia e si uniscono alle pagine di Rousseau a celebrazione dei monti svizzeri. Anche in Diderot, in opere narrative valorizzate solo più tardi e inedite talora per molto tempo, sono echi e suggestioni che si notano anche in autori erotici e in scrittori minori, legati a nuove esperienze di vita ed estranei a una tradizione classicistica di pura forma e di lucidus ordo. Hanno fortuna le traduzioni, gli scritti critici e i viaggi “alemanni” di Bertola e preparano un nuovo gusto che sarà accolto da I. Pindemonte per i suoi paesaggi e le nuove tendenze della lirica. Anche le Visioni (1749-66) di Varano hanno il loro posto nella ricerca di un sublime biblico e cristiano. Bettinelli si oppone a infatuazioni verso scritti stranieri ma contribuisce anch'egli a un nuovo libero gusto che sfocerà nelle affermazioni polemiche del romanticismo e, quanto al mancato culto dei classici, ha sviluppi perfino nel Caffè dei Verri e di Beccaria. La tendenza di autori inglesi verso il romanzo “nero” o gotico o d'orrore (la Radcliffe coi Misteri d'Udolfo, 1794; Lewis col Monaco, 1796, e già Walpole col Castello d'Otranto, 1764) si unisce a narrazioni di Cooper e di Goldsmith e a poesie di Burns e Blake. Alla fine del Settecento si prepara la strada a Coleridge e a Wordsworth e, quindi, ad affermazioni coscienti e programmatiche di una nuova scuola che appunto, dai tedeschi, avrà nome di romantica in aperta opposizione al classicismo greco-latino. Il preromanticismo, nei suoi atteggiamenti spirituali inteso come precorritore del romanticismo nella sfera della sensibilità e nell'abbandono alla natura, va unito per la preparazione di nuovi principi estetici e letterari allo Sturm und Drang, movimento culturale tedesco (dal 1770 al 1785 ca.), così denominato dal titolo dell'omonimo dramma di Klinger (in italiano Tempesta e impeto). In tale movimento è posto in evidenza il valore del sentimento e della passione in reazione ai dettami dell'Illuminismo basati sulla ragione. La caratterizzazione di fieri personaggi in lotta con la società e precorritori di un mondo sociale nuovo ha fatto ricordare la posizione particolare di V. Alfieri, di cui almeno il Saul, per la cupezza delle meditazioni e la frenesia dell'agire, può essere avvicinato allo Sturm und Drang, pur tenendo conto che Alfieri è un protoromantico per la forza delle affermazioni e la lotta proclamata col mondo, sia in argomenti classici, sia in argomenti moderni delle sue tragedie. A motivi schiettamente legati alla formulazione di principi dello Sturm und Drang si ispirano nelle loro opere Lessing (Emilia Galotti e Amore e raggiro, per la ribellione agli arbitri del principe), Goethe (Egmont, per il contrasto coi dominanti, e Faust, per l'amore di Margherita) e Schiller (I Masnadieri, per il nobile che diviene fuorilegge per un'intima ricerca di libertà). Il preromanticismo nel suo complesso fornirà al romanticismo motivi complessi, sia ideologici sia sentimentali, e di tutti il nuovo movimento dovrà trovare il superamento in una nuova armonia: proseguendo le stesse esigenze di ribellione e di protesta dello Sturm und Drang fisserà in una nuova teoria letteraria un modo di vivere del tutto diverso, per passione e soggettività individuale, dalla tradizione classicistica.

Bibliografia

I. Siciliano, Romanticismo francese: da Prévost ai nostri giorni, Firenze, 1964; R. Negri, Gusto e poesia delle rovine in Italia tra il Sette e l'Ottocento, Milano, 1965; W. Binni, Preromanticismo italiano, Firenze, 1985.