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prióre

sm. [sec. XIII; dal latino prior -ōris, primo, precedente].

1) Superiore di un convento.§ Nel Medioevo, priore claustrale, chi veniva eletto dai monaci in quei monasteri dove l'abate o il priore nominato dal re o dal feudatario era sempre assente e di fatto non adempiva a nessuno dei suoi obblighi; priore commendatario, chi, per nomina reale o del feudatario, percepiva le cospicue rendite di un'abbazia o di un monastero senza esercitare nessuno dei suoi obblighi verso l'abbazia o il monastero di cui era capo. Nell'ordine benedettino è chiamato priore il religioso che dirige un piccolo convento distaccato dall'abbazia di appartenenza o ancora il religioso che sostituisce l'abate quando questi è impossibilitato temporaneamente ad assolvere ai suoi compiti.

2) Rettore o alto dignitario di un ordine cavalleresco: priore dell'ordine di Malta.

3) Nel Medioevo, il primo degli anziani di una corporazione o anche il primo dei consoli in un collegio di consoli. In particolare, a Firenze, i priori, rappresentanti delle Arti che ressero il Comune dal 1282 fino all'avvento dei Medici, esercitavano la carica a turno per una frazione di anno, secondo il loro numero (tre in origine, poi sei e dal 1492 otto). Formavano, col gonfaloniere di Giustizia, gli organi costituzionali del governo, la cosiddetta signoria. Questa struttura, rafforzata dagli Ordinamenti di Giustizia di Giano della Bella (1293), assicurò il potere al popolo.

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