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problèma

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Lessico

sm. (pl. -i) [sec. XIV; dal latino tardo problema, dal greco próblema, da probállo, gettare innanzi, proporre]. Proposizione che si formula allo scopo di determinare un valore numerico o un risultato corrispondente per la questione in esame: problema algebrico, filosofico.In termini logici, un problema equivale a un'equazione o a un sistema di equazioni. Il problema è determinato, se ammette una sola soluzione, indeterminato, se ne ammette più di una. Per estensione, qualunque situazione pratica che presenti difficoltà di ardua soluzione: il problema di un'economia dissestata; è un problema educare bene i ragazzi! Fig., di persona che desta preoccupazione negli altri per il suo carattere difficile e incomprensibile: quello studente è un problema per gli insegnanti.

Astronomia

Viene detto problema dei due, tre, ..., n corpi il problema della risoluzione delle equazioni del moto di due, tre, ..., n corpi soggetti unicamente alla reciproca azione gravitazionale, cioè della ricerca dei rispettivi elementi orbitali. Il problema ha una semplice risoluzione analitica nel caso dei due corpi, risulta più complesso nel caso di più corpi. Vedi meccanica (astronomia).

Filosofia

Aristotele definiva il problema un “procedimento dialettico che tende alla scelta o al rifiuto oppure alla verità e alla conoscenza”. Secondo questa definizione, il concetto di problema è determinato sia nella sua accezione pratica, quando si parla di scelta o rifiuto, sia nella sua accezione teoretica, quando si parla di verità e conoscenza. Il pensiero medievale chiamò il problema quaestio, e appunto su quaestiones è tutta fondata la Summa theologica di San Tommaso. Con l'illuminismo e il romanticismo il termine assunse nuove specificazioni per l'estendersi del suo uso anche in campo matematico (Leibniz, Wolff e Kant) e in campo religioso (Kierkegaard).

Giochi: scacchi

Nel gioco degli scacchi, situazione creata ad arte dal suo autore per giungere allo scaccomatto in un numero determinato di mosse (due, tre o più). Il problema deve obbedire a norme precise: la posizione dei pezzi e dei pedoni deve essere conforme alle regole del gioco; il numero dei pezzi deve essere ridotto al massimo e ognuno di essi deve risultare essenziale alla risoluzione del problema. La prima mossa (detta chiave) non rappresenta ancora un attacco al re (se vuol essere più nascosta e insidiosa), ma prepara le altre mosse e spesso richiede anche il sacrificio di un pezzo. Le mosse successive dispiegano l'attacco e la loro varietà qualifica il problema: diretto, quando il Bianco ha la prima mossa e mette poi matto l'avversario; inverso, quando il Bianco costringe l'avversario a metterlo matto; a minaccia, quando il matto incombe continuamente e il Nero, difendendosi, apre nuove vie al matto; di blocco (o a tempo), quando le varianti offerte dal Bianco obbligano il Nero a cadere nel matto. Una raccolta famosa di problemi scacchistici (800.000) è quella di A. C. White, suddivisa poi in varie sezioni e continuata da specialisti tedeschi, olandesi e inglesi.