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problematicismo

sm. [sec. XX; da problematico]. Posizione dei filosofi che negano alla ricerca e all'azione umana un risultato definitivo per cui esse rimangono sempre allo stadio di problema. Si oppongono a questa posizione i filosofi cristiani, attestati sull'affermazione dell'esistenza di valori soprastorici assoluti, per cui la problematica è solo uno stadio transitorio dalla filosofia alla “sofia”, o assoluto dominio del sapere. Ma tutte le correnti filosofiche storicistiche e immanentistiche concordano invece con il problematicismo in quanto la soluzione di un problema apre un nuovo problema e questo come riconoscimento della realtà delle cose e non come posizione scettica. Così intende B. Croce il problematicismo nella sua Logica in quanto rifiuto di ogni dogmatismo e conquista verso posizioni sempre più avanzate. Nella stessa scia si colloca anche l'attualismo di G. Gentile e con lui dottrine ben differenti come lo strumentalismo e il pragmatismo. Fra i contemporanei emerge il problematicismo di Ugo Spirito, sorto dalla crisi dell'attualismo gentiliano: in esso si affermano sia la dogmaticità di ogni sistema metafisico sia la dogmaticità della rinuncia scettica alla ricerca della verità, cioè una ricerca che è contemporaneamente abbandono della certezza e del possesso e permanenza nella speranza dell'assoluto.