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profèta

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Lessico

sm. (pl. -i) [sec. XIII; dal latino prophēta, dal greco prophḗtēs, da prophánai, predire].

1) Chi parla ispirato dalla divinità, ne interpreta il volere e quindi predice gli avvenimenti futuri: i profeti greci, biblici; per antonomasia: il profeta, Maometto.

2) Per estensione, chi si rivela capace di intuire il futuro: esser stato profeta, aver previsto giusto; cattivo profeta, chi fa previsioni che poi non si realizzano; vorrei essere cattivo profeta, preferirei che le mie previsioni non si avverassero; nessuno è profeta in patria, traduzione proverbiale della frase evangelica nemo propheta in patria.

Religione

Sebbene vi siano notevoli paralleli alla profezia ebraica nell'antico Vicino Oriente, il profeta biblico è una creazione originale di Israele: in epoca pre-esilica e in parte anche dopo l'esilio vi sono stati in Israele predicatori che si presentavano come inviati di Dio e che in genere flagellavano la corruzione dei costumi e annunciavano il giudizio divino sulla nazione; più raramente annunziavano anche la salvezza della nazione, sia pure attraverso il giudizio in questione. Mentre in origine (fine II millennio a. C.) non è possibile distinguere in Israele tra profezia e fenomeni estatici, giungiamo presto a personalità chiaramente delineate, in cui il fenomeno estatico e altri elementi bizzarri sono ridotti al minimo quando non del tutto soppressi, mentre prevale l'elemento della parola predicata. Nell'Antico Testamento i profeti sono presentati fino al sec. VIII attraverso narrazioni che raccontano le loro gesta; dal sec. VIII in avanti la trasmissione s'interessa più per quello che hanno detto che per quello che hanno fatto. Nei due casi peraltro il fenomeno appare essere il medesimo. Una cesura riscontriamo invece tra profeti pre-esilici ed esilici da un lato, e profeti post-esilici dall'altro: i primi s'occupano di ogni aspetto della vita, pubblica o privata che sia, i secondi piuttosto dei problemi interni della comunità giudaica. Negli ultimi secoli del I millennio a. C. la profezia viene pian piano sostituita dall'apocalittica: la differenza tra i due fenomeni, apparentemente coincidenti, è quella che, mentre la profezia si rivolge all'uomo attraverso la predicazione invitandolo alla conversione, al pentimento, e pensando di rigenerare il cosmo in questa maniera, l'apocalittica fa avvenire ogni cosa attraverso l'intervento diretto della divinità, mediante fenomeni cosmico-mitici ai quali l'uomo non partecipa. Tra i vari temi trattati dai profeti abbiamo anzitutto il culto: Amos 4,4-5; 5,21-25; Osea 6,6; 8-11-13; Isaia 1,11-17; Michea 6,6-8; Geremia 7,1-11,21-23 si riferiscono essenzialmente alla corruzione del culto sotto l'influenza del sincretismo con la religione di Canaan; tale corruzione aveva effetti deleteri anche sul piano sociale. I profeti criticano la pratica del culto in Israele e Giuda, senza peraltro avocarne la spiritualizzazione o la soppressione, come una lettura poco approfondita dei testi potrebbe indurre a pensare. Un secondo tema è quello della politica, in cui i profeti sono stati molto attivi: in 1 Re 11 Ahia promette un regno a Geroboamo; in 2 Re 9 Eliseo partecipa attivamente all'organizzazione di un colpo di stato. Per il resto anche in questo campo i profeti sono essenzialmente predicatori: Amos 7,10 e seg. attacca direttamente la persona del re Geroboamo II; in Osia 5,13 (leggasi però “al gran re”) vengono criticati i tentativi di alleanza con l'Assiria; in Isaia 7,1 e seg. di fronte all'imminente arrivo di un esercito nemico, il profeta proclama una propria alternativa ai piani della corte; Geremia 32 e 37-38 esorta ad arrendersi al re di Babilonia invece di resistere. Il problema sociale è un altro argomento trattato frequentemente, già anticamente in 2 Samuele 12 e 1 Re 19; poi Amos 2,6 e seg.; 3,9 e seg.; 4,1-3; 5,7.10-11; 6,4 e seg.; 8,4; Isaia 1,10-17; 2,7; 3,13-15; 5,11 e seg.; 22 e seg.; 29,21; Michea 2,1-5; 3,1-4; 6,6-8 ed Ezechiele 22. Le colpe principali indicate sono: la corruzione nei tribunali, l'oppressione del più debole, l'usura, gli arricchimenti illeciti. È questa tematica che rende così attuale la lettura dei profeti. Talvolta i profeti parlano del futuro ultimo: il popolo di Dio verrà travolto dagli avvenimenti, manifestandosi così il giudizio divino, mentre un residuo eletto ne prenderà il posto. Con esso Iddio stabilirà un nuovo patto. La setta di Qumrân e la Chiesa cristiana primitiva si sono ambedue sentite eredi di quest'annuncio.