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profondità

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Lessico

sf. [sec. XIII; dal latino tardo profundĭtas, da profundus, profondo].

1) Altezza di un corpo misurata o considerata sulla verticale dal fondo all'estremità o al livello superiore: profondità di un fosso; profondità del mare, di un lago, ecc. Per analogia, può indicare la dimensione di un corpo cavo o concavo in relazione all'internamento, alla penetrazione e simili: la profondità di una rientranza, di una ferita; nell'uso corrente: profondità di un mobile, la distanza orizzontale tra le due facce verticali (anteriore e posteriore). Nelle arti figurative su superficie piana, l'impressione di tridimensionalità ottenuta con adeguati accorgimenti prospettici. § Nelle telecomunicazioni, profondità di modulazione, l'influenza di un segnale di modulazione relativo a una telecomunicazione su una grandezza generalmente definita come portante. La profondità di modulazione viene espressa dalla percentuale di modulazione.

2) Con valore assoluto, misura notevole di tale dimensione; l'essere piuttosto profondo: una voragine d'impressionante profondità; in profondità, nelle parti più profonde o interne, molto addentro. Spesso estens. e fig.: la profondità della notte, il culmine, il cuore; intensità: profondità di un affetto, di un interesse; vigore, originalità intellettuale: la profondità di un concetto, di una dottrina; realtà essenziale: bisogna scendere in profondità, non fermarsi alla superficie.

3) Concr., luogo profondo, zona più interna: pesci che vivono nelle profondità degli oceani. Fig., parte spiritualmente più segreta, intimità psicologica: sentimento celato nella profondità dell'anima.

Fotografia

Profondità di campo, distanza tra il punto più vicino e quello più lontano del campo inquadrato che appaiono sufficientemente nitidi sul piano focale. In linea di principio è possibile mettere a fuoco un solo piano a una ben definita distanza dall'obiettivo; in pratica, poiché l'occhio percepisce come punti dei cerchi aventi un diametro di qualche decimo di millimetro (vedi cerchio di confusione), appaiono a fuoco anche piani più vicini e più lontani. La profondità di campo aumenta chiudendo il diaframma, all'aumentare della distanza di ripresa e al diminuire della lunghezza focale dell'obiettivo impiegato. Quando si desidera una profondità di campo estesa fino all'infinito, è utile la conoscenza della distanza iperfocale: mettendo a fuoco su questa distanza la profondità di campo è massima, estendendosi dall'infinito fino a metà della distanza iperfocale. Con le macchine fotografiche professionali a banco ottico è possibile aumentare la distanza tra il punto più vicino e quello più lontano riprodotti nitidamente con un opportuno basculaggio. Concetto simmetrico a quello di profondità di campo è quello di profondità di fuoco, l'intervallo entro cui può variare la posizione del piano focale pur mantenendosi nitida l'immagine, che aumenta, chiudendo il diaframma, all'aumentare della lunghezza focale e al diminuire della distanza di ripresa.