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prurito

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Lessico

sm. [sec. XIV; dal latino prurītus-us, da prurīre, prudere]. Sensazione soggettiva di irritazione della pelle, che determina una reazione di difesa come il grattamento delle zone interessate: era angustiato da un insistente prurito alle ascelle. Fig., forte desiderio, stimolo, capriccio: era in preda al prurito dei sensi; gli è venuto il prurito di scrivere racconti dell'orrore.

Medicina

Il prurito è un sintomo frequente di numerose malattie infettive e parassitarie che interessano clinicamente la pelle, fra le quali soprattutto la scabbia, la pediculosi, le infestazioni da vermi (Ascaridi e Ossiuri), la varicella, la rosolia, la candidosi, la micosi del cuoio capelluto e delle pieghe del corpo. Un prurito di tipo infettivo è anche quello vulvare dell'età senile da carenza di estrogeni o quello vulvovaginale da Trichomonas vaginalis. Il prurito è inoltre una manifestazione di molte malattie di organi interni, come per esempio delle epatopatie con ittero, di malattie endocrine come il diabete, di tumori maligni, come il morbo di Hodgkin e la micosi fungoide. Vi sono poi i pruriti da intolleranze e ipersensibilità ad alcune sostanze (alimenti, farmaci), quelli da contatto con composti di origine vegetale o animale (punture di insetti) o sintetica (creme e cosmetici di vario tipo). Le principali complicanze del prurito sono le cosiddette lesioni da grattamento che diventano spesso sede di sovrapposizioni infettive da parte di batteri i quali attecchiscono facilmente su una cute escoriata. Il trattamento del prurito è diverso a seconda delle cause e dello stato morboso all'origine del sintomo: può essere semplicemente locale (pomate e unguenti a base di corticosteroidi), oppure richiedere interventi di tipo generale con farmaci antistaminici, ansiolitici (data l'evidente componente nervosa dell'intensità del sintomo), piccole dosi di corticosteroidi. Alcuni tipi di prurito richiedono un trattamento specifico, come per esempio quello da ittero, che va curato con un farmaco che lega i sali biliari presenti in quantità eccessiva nel sangue e direttamente responsabili della sintomatologia pruriginosa.