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psicosomàtico

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agg. (pl. m. -ci) [sec. XX; psico-+somatico]. Di ogni disturbo organico che abbia alla base una causa psichica o una concausa comunque determinante. In particolare, la medicina psicosomatica, branca della medicina che si occupa dello studio e della terapia di tutte le malattie o dei sintomi somatici che hanno alla base cause psichiche.

Psicologia

In un'accezione più ampia, la medicina psicosomatica prende in esame i sintomi psichici prodotti da malattie organiche, e in generale i rapporti tra patologia somatica e psichica. In un'accezione più ristretta, invece, tratta malattie organiche in senso stretto con cause psichiche, escludendo quindi tutti i disturbi somatici funzionali. La nascita della medicina psicosomatica si fa risalire agli anni Trenta, e in particolare alla scuola di Chicago di F. Alexander. Il problema della cura di manifestazioni somatiche di origine psichica è però ben più antico, potendosi far risalire addirittura all'insegnamento ippocratico. L'interesse per i fenomeni della suggestione e per le manifestazioni isteriche posero in primo piano questi problemi nel sec. XIX (il termine psicosomatico si dovrebbe a Heinroth, 1818) e un grande precursore della moderna medicina psicosomatica fu E. Couè, della scuola di Nancy, che tendeva a curare con la suggestione numerosi disturbi organici. Importanti contributi furono dati inoltre dall'italiano Schiassi, che aveva per primo segnalato la genesi psichica dell'ulcera gastrica (peraltro smentita dalle ricerche più recenti, se non in alcuni casi particolari, quali stress prolungati o stress con base organica, come nei grandi ustionati), e da numerosi psicanalisti (Deutsch, Abraham, Groddeck) che avevano applicato la psicanalisi alla medicina. Nella prima guerra mondiale erano state fatte numerose osservazioni sulle conseguenze somatiche delle nevrosi da spavento (osservazioni che sarebbero poi state ampliate e sistematizzate con lo studio, in particolare di O. Kaudes, dei traumatizzati psichici della seconda guerra mondiale). Alla scuola di Alexander si contrapponeva nello stesso periodo la scuola di F. Dunbar, che mirava invece a porre in rilievo l'esistenza di diverse caratteristiche di personalità, a cui corrisponderebbe la predisposizione per determinati disturbi somatici. Se la maggior parte degli studiosi di medicina psicosomatica è di formazione psicanalitica, non bisogna comunque dimenticare la presenza di diversi indirizzi dottrinari, e in particolare i discreti successi che hanno ottenuto le tecniche comportamentali accanto a metodiche terapeutiche di tipo organicistico come il biofeedback.

F. Alexander, Medicina psicosomatica, Firenze, 1957; G. Condrau, Psychosomatik der Frauenheilkunde, Berna, 1965; P. B. Schneider, Psicologia medica, Milano, 1972; O. Albano, V. Centonze, Argomenti di medicina psicosomatica, Foggia, 1990.