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purgante

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Lessico

agg. e sm. [sec. XIV; ppr. di purgare].

1) Agg., atto a purgare. Nella religione cattolica, che si purga, che espia le proprie colpe nell'aldilà: anime purganti, quelle che sono in purgatorio.

2) Sm., farmaco che favorisce lo svuotamento dell'intestino.

Chimica

Per effetto dei purganti il contenuto dell'intestino progredisce rapidamente e viene espulso con l'emissione di feci molli o liquide. Esistono purganti naturali (droghe vegetali e loro preparazioni galeniche) e purganti sintetici, molti dei quali riproducono le molecole naturali. Dal punto di vista chimico si distinguono purganti salini, oleosi, zuccherini, antrachinonici, resinosi. La classificazione farmacologica dei purganti, basata sul loro meccanismo d'azione, distingue: a) composti che incrementano la motilità dell'intestino (agar-agar, olio di ricino, antraglucosidi e derivati sintetici di questi ultimi, come la fenolftaleina, i derivati dell'isatina e del piridin-difenil-metano); b) farmaci che aumentano la quantità di acqua nell'intestino (agenti salini come il solfato di magnesio, il citrato di magnesia effervescente, il tartrato sodico-potassico; purganti zuccherini, tra i quali il lattosio, il mannitolo, la polpa di tamarindo, la cassia); c) purganti che agiscono lubrificando l'intestino e favoriscono in tal modo la progressione del bolo fecale. Tra questi ultimi il più comunemente usato è l'olio di vaselina, spesso associato con altri purganti ad azione meccanica, come l'agar-agar o i derivati antrachinonici. In casi particolari i purganti vengono adoperati per combattere malattie che non riguardano l'intestino, per esempio negli stati ipertensivi per decongestionare il circolo sanguigno. Più comunemente tuttavia essi trovano impiego per combattere la stipsi. Nella stitichezza acuta od occasionale (per esempio conseguente a indigestione) l'uso dei purganti è utile e razionale; così pure allorché si trovino nell'intestino sostanze tossiche di cui si vuole evitare l'assorbimento oppure si trovino parassiti intestinali già uccisi o esposti all'azione degli antielmintici. Va però rilevato che molti purganti sono adoperati in maniera poco adeguata per combattere la stipsi cronica, impiego che invece dovrebbe essere limitatissimo. Spesso infatti si riesce efficacemente a trattare la stipsi abituale con una rieducazione dell'intestino, regolando l'alimentazione o con norme igieniche adeguate (esercizio fisico, moto all'aria aperta, ecc.). D'altra parte l'uso empirico e continuato dei purganti porta sovente a conseguenze dannose che riducono progressivamente la funzionalità intestinale con conseguenze negative per le condizioni generali dell'organismo.