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puritano

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Lessico

agg. e sm. (f. -a) [sec. XVI; dall'inglese puritan].

1) Agg., del puritanesimo, che si ispira al puritanesimo: setta puritana; abitudini puritane.

2) Sm., seguace del puritanesimo. Per estensione, chi si comporta da rigido moralista.

Religione

Inizialmente (metà sec. XVI) il termine definì l'atteggiamento di quanti criticavano le scelte di Elisabetta I in campo ecclesiastico, giudicandole un mediocre compromesso tra cattolicesimo e protestantesimo. I puritani, invece, auspicavano una trasposizione in Inghilterra del più autentico calvinismo, ostile alle tradizionali gerarchie dell'episcopalismo e all'ingerenza del potere politico in materia di fede. L'Atto di Uniformità (1559) inteso come ubbidienza alle regole fissate portò i puritani a rompere i legami col sistema esistente e a tentare di fondare una Chiesa autonoma e separata. Il confronto con la corona assunse in tal modo anche una precisa dimensione politica e il puritanesimo divenne, nel corso del sec. XVII, il fondamento religioso di una più vasta polemica contro l'assolutismo regio degli Stuart. I puritani parteciparono, quindi, in posizione di rilievo alle lotte che dilaniarono la società inglese nel Seicento. Alle repressioni degli anni tra il 1620 e il 1635 (alcune migliaia di puritani, i Pilgrim Fathers, pensarono di trasferirsi in America per realizzare nel Nuovo Mondo i loro ideali di vita collettiva) seguirono i successi ottenuti durante gli anni Quaranta, culminati nelle decisioni del Parlamento di abolire la struttura episcopale e il libro ufficiale di preghiere e di avviare una radicale riforma in senso puritano della Chiesa. Attivissimi nel periodo di Cromwell, i puritani subirono un tracollo definitivo nella seconda metà del sec. XVII, di fronte alle drastiche misure contro le loro comunità prese da Carlo II con l'Atto di Uniformità del 1662. Scomparsi come forza politicamente attiva e operante, i puritani lasciarono alla cultura inglese l'eredità di un vivace e approfondito contributo intellettuale, non solo sui problemi religiosi e teologici, ma anche in ordine ai temi più generali della società civile e dei rapporti tra l'individuo e l'autorità pubblica.

R. B. Perry, Puritanism and Democracy, New York, 1944; W. Schenk, The Concern for Social Justice in the Puritan Revolution, New York, 1948; F. Delattre, La Littérature de l'Angleterre puritaine, Parigi, 1951; V. Gabrieli, Puritanesimo e libertà, Torino, 1956; P. Miller, Lo spirito della Nuova Inghilterra. Il Seicento, Bologna, 1962; H. R. Trevor-Roper, Protestantesimo e rivoluzione sociale, Bari, 1969; M. Corona, I puritani d'America, Milano, 1983.