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quadratura

sf. [sec. XIV; da quadrare].

1) L'atto del quadrare, del ridurre in forma quadrata; anche ripartizione in riquadri; ciascuno dei riquadri, degli scomparti così ottenuti. Per estensione, in contabilità, l'essere esatto, il corrispondere: la quadratura dei conti. Nelle loc. fig.: quadratura, chiarezza di idee.

2) In matematica, operazione mediante la quale si costruisce un quadrato avente area uguale a quella di una data figura piana. È anche sinonimo di integrazione, particolarmente quando problemi dell'analisi, quali la risoluzione di equazioni differenziali, sono riconducibili al calcolo di integrali. La quadratura di una figura piana non sempre si può ottenere con il solo ausilio della riga e del compasso; la quadratura del cerchio non si può effettuare con riga e compasso, ma si può effettuare, per esempio, con l'aiuto della quadratrice di Ippia-Dinostrato. A questo proposito, quando si parla di quadratura del cerchio come problema di impossibile soluzione ci si riferisce al problema classico di quadratura mediante riga e compasso.

3) In arte, pittura eseguita su pareti e soffitti e raffigurante architetture in prospettiva che collegano illusionisticamente lo spazio reale a quello fittizio della scena dipinta.

4) In astronomia, posizione della Luna o dei pianeti per cui le rispettive longitudini o, con buona approssimazione, ascensioni rette, differiscono di 90º. La Luna si trova in posizione di quadratura all'epoca del primo e dell'ultimo quarto. Sulle effemeridi astronomiche è indicata con il simbolo ☐.

5) In fisica ed elettronica, differenza di fase uguale a 90º tra due grandezze ondulatorie di uguale frequenza.

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