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quarésima

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Lessico

sf. [sec. XIV; dal latino eccl. quadragesíma (dies), quarantesimo (giorno)]. Periodo di quaranta giorni di preparazione alla Pasqua: osservare, rompere la quaresima, osservare o trasgredire il precetto ecclesiastico dell'astinenza e del digiuno. Fig., lungo come la quaresima, di cosa lunga e noiosa o di persona che agisce con troppa lentezza; anche di persona molto alta e magra.

Religione

La quaresima inizia il Mercoledì delle Ceneri e termina il Giovedì Santo, quando inizia il Triduo pasquale. È un periodo particolare di intenso rinnovamento spirituale mediante la mortificazione e l'ascolto della parola di Dio. Nell'antichità i cristiani praticavano un severo digiuno per tutto il periodo della quaresima, a imitazione dei quaranta giorni di digiuno di Gesù nel deserto. Ora il digiuno è limitato al Mercoledì delle Ceneri e al Venerdì Santo. Al carattere penitenziale della quaresima (in essa i penitenti facevano la penitenza pubblica) si unisce quello battesimale: infatti i catecumeni vivevano la loro preparazione immediata al battesimo. Di qui la fisionomia caratteristica delle domeniche di quaresima, che rappresentano, la I, il digiuno e la tentazione di Gesù; la II, la trasfigurazione; la III, la IV e la V i temi battesimali di Cristo acqua viva (racconto della Samaritana), luce (guarigione del cieco nato), risurrezione (Lazzaro). Le ultime due settimane sono rivolte particolarmente alla contemplazione della Passione di Cristo.

Folclore

Al netto distacco esistente fra il carnevale e il periodo quaresimale s'ispira anche un folto gruppo di celebrazioni folcloristiche imperniate sull'idea centrale della morte e sepoltura del carnevale e alla morte in se stessa. L'immagine del trapasso dal tripudio della vita alla fredda solitudine della morte diventa più icastica: a Lérida, in Spagna, per tre giorni il personaggio che impersona il carnevale domina da signore sulla folla tripudiante, ma l'ultimo giorno il carro del trionfo si muta in un tetro carro funebre, su cui giace il cadavere del carnevale. Queste tradizioni sono ancora vive in Italia nel Lazio e in Abruzzo; all'estero in Spagna, Boemia, Moravia, Francia (Provenza e Normandia), ecc. Altre usanze non hanno invece nessuna connessione con i significati della quaresima cristiana e si riallacciano ai lontani riti pagani della morte e resurrezione del dio propri alle culture dei popoli agricoli: le feste del fuoco. In esse si vuole fugare ogni malanno dalle sementi nascoste sotto terra e propiziare raccolti abbondanti. Si tengono in quaresima solo per una coincidenza con il periodo in cui la terra sembra morta nel riposo invernale e rinasce poi ai primi tepori della primavera. Le celebrazioni cadono nella prima domenica di quaresima o alla vigilia di Pasqua. L'usanza è diffusa fra molti popoli europei con grande varietà di manifestazioni, ma sempre con assoluta aderenza al significato fondamentale. Numerosi fuochi si accendono in Francia, in Germania, in Austria, in Svizzera, nel Lussemburgo, nella Slesia, ecc.

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