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questóre

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Lessico

sm. [sec. XIV; dal latino quaestor-ōris, da quaerĕre, chiedere, investigare].

1) Funzionario posto a capo dei servizi di polizia di ogni città capoluogo di provincia; in via gerarchica dipende, in sede nazionale, dal capo della polizia, nella provincia, dal prefetto.

2) Questore delle Camere, membri degli uffici di presidenza della Camera dei Deputati e del Senato preposti all'ordine nel corso delle sedute, al cerimoniale, alle spese, ai servizi. Sono tre per ogni Camera e sono eletti dalle assemblee parlamentari.

Diritto

L'ordinamento della polizia di Stato qualifica il questore come autorità provinciale di pubblica sicurezza. A tale funzionario la citata disposizione ha affidato la direzione, la responsabilità e il coordinamento, a livello tecnico-operativo, dei servizi di ordine e di sicurezza pubblica e dell'impiego, a tal fine, della forza pubblica e delle altre forze eventualmente poste a sua disposizione. A questo scopo il questore deve essere tempestivamente informato dai comandanti locali dell'Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza su quanto comunque abbia attinenza con l'ordine e la sicurezza pubblica. Dal questore dipendono, inoltre, le autorità locali di pubblica sicurezza tra le quali spiccano i commissariati di polizia. Ove, peraltro, manchino detti commissariati, le attribuzioni di autorità locale di pubblica sicurezza sono esercitate dal sindaco nella sua qualità di ufficiale di governo. Sotto il profilo del rapporto di pubblico impiego, il questore ha assunto la qualificazione di dirigente dell'Amministrazione dello Stato.

Cenni storici

Nell'antica Roma, forse ancora sotto la monarchia, era un magistrato di ordine inferiore, che aveva giurisdizione in materia criminale. Con la repubblica crebbe la sua importanza fino a diventare l'ausiliario dei consoli. L'elezione dei questori competeva al popolo nei comizi curiati e con l'espansione territoriale il loro numero si accrebbe e mutarono le loro funzioni: quaestores aerarii, amministratori del danaro pubblico; quaestores parricidii, investigatori e denunciatori davanti al popolo dei delitti più gravi. Essi accompagnavano il console e il pretore in guerra, tenendo la cassa militare ed esplicando le funzioni di capo di Stato Maggiore; eguali funzioni avevano al seguito del governatore provinciale. Con Silla la questura divenne titolo per accedere al Senato. Con l'impero si trasformarono in quaestores candidati principis, eletti dal Senato su designazione dell'imperatore. La loro importanza diminuì sempre più, già a partire da Augusto, che li sostituì con il praefectus aerarii e il praefectus urbis. Li ritroviamo nelle province accanto ai proconsoli e ricompare con Costantino il quaestor sacri palatii con l'incarico di portare a conoscenza dell'imperatore le istanze dei cittadini e di redigere i rescritti imperiali. In alcuni momenti storici il rango del questore superò quello del magister officiorum. I questori scomparvero nel sec. IV.

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