quinta

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sf. [sec. XVI; f. di quinto].

1) Indica ellitticamente nomi f. che occupano il quinto posto in una serie; in particolare, la quinta classe di un determinato ordine di studi: gli esami di quinta elementare. Con accezioni specifiche: A) nella scherma, parata di quinta, parata effettuata con braccio alzato e lama per traverso che, nella sciabola, serve a proteggere da colpi alla testa. La parata di quinta permette di rispondere con un legamento della lama dell'avversario e con un colpo obliquo alla figura di questi (traversone). B) In musica, quinto grado della scala diatonica (dominante); intervallo di quinta, intervallo tra due suoni, ascendenti o discendenti, la cui distanza, calcolata dalla nota di partenza a quella di arrivo lungo i gradi della scala diatonica, dà come risultato cinque (per esempio: ascendendo, do-sol; discendendo, do-fa). Può essere quinta giusta (quando abbraccia tre toni e un semitono), eccedente (quando comprende quattro toni), diminuita (quando abbraccia due toni e due semitoni). Nel sistema temperato, circolo delle quinte, la successione delle dodici quinte giuste: do, sol, re, la, mi, si, fa diesis, do diesis, sol diesis, re diesis, la diesis, mi diesis (si diesis=do). È da notare che nei sistemi di accordatura diversi da quello temperato (per esempio basati sulla scala pitagorica o naturale) il dodicesimo suono non coincide con il primo. In questo caso il cerchio non si chiude, ma si genera una spirale idealmente espansa all'infinito. C) Nelle telecomunicazioni, quinta di conduttori di linea, insieme di cinque conduttori di linea fra loro isolati e cordati. Quattro conduttori vengono impiegati come una bicoppia mentre il quinto viene generalmente impiegato come elemento schermante o per la trasmissione di comandi relativi alla comunicazione telefonica servita dalla quinta. Quest'ultimo tipo di applicazione viene evitato nei sistemi in alta frequenza, preferendo inviare le segnalazioni su canali appositi oppure direttamente in fonia.

2) Esigua striscia boschiva sottratta al taglio per consentire una riproduzione naturale degli alberi nelle parti circostanti, tagliate a raso.

3) Elemento della scenotecnica teatrale usato, con il nome di telaro o telaio, dal sec. XVI. Consiste in un telaio rettangolare molto allungato, di legno, ricoperto di tessuto, carta o comunque materiale leggero, disposto simmetricamente ai lati del palcoscenico tra il fondale e il boccascena, generalmente con successione prospettica. Nella scenotecnica moderna si usano ancora le quinte per spettacoli lirici, di rivista o di balletto; esse sono invece quasi completamente scomparse nel teatro drammatico. Nella loc. fig. stare, agire dietro le quinte, tenersi al riparo o agire indirettamente, senza esporsi.