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quodlibet

pron. neutro latino (ciò che piace) usato in italiano come sm.

1) Discussione generale pubblica su un tema filosofico che si teneva nelle università del Medioevo due volte all'anno in occasione del Natale e della Pasqua: il tema non era proposto dal maestro, ma da uno qualsiasi dei partecipanti (di qui il nome di quodlibet alla disputa). Alla discussione partecipavano non solo i maestri e gli scolari, ma anche gli estranei all'università. Alla fine il maestro riassumeva la discussione e il giorno dopo (o anche più tardi se il tema era troppo ampio) dava organicità a tutti gli argomenti avanzati nei vari interventi e tirava le conclusioni. In una letteratura vastissima sui quodlibet emergono quelli di Tommaso d'Aquino e di Enrico di Gand.

2) Composizione realizzata attraverso la giustapposizione o la sovrapposizione di più melodie preesistenti tratte dal repertorio popolare e da quello colto, spesso con intento parodistico o umoristico. Particolarmente in voga nel Cinquecento, fu coltivato sino al Settecento. Uno degli esempi più celebri di quodlibet si ha nel finale delle Variazioni di Goldberg di J. S. Bach.

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