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ràbbia

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Lessico

sf. [sec. XIII; latino rabíes].

1) Malattia infettiva, detta anche idrofobia o lissa, sostenuta da un virus filtrabile (Farmidio inexorabilis) che si localizza nel sistema nervoso centrale. È propria di alcuni mammiferi (cani e lupi, ma anche gatti, volpi, equini, bovini, suini, ecc.) e viene trasmessa con la morsicatura, mediante l'innesto di saliva contenente il virus.

2) Fig., esplosione violenta e per lo più improvvisa d'irritazione, dovuta a motivi di forte contrarietà, che può manifestarsi con un'incontrollata reazione di parole o gesti: esser rosso di rabbia; rodersi dalla rabbia; non seppe contenere la rabbia che aveva in corpo; lett. iperb., furia bestiale: si scatenò la rabbia degli invasori. In senso attenuato, rammarico, senso di delusione, disappunto, dispetto: mi fa rabbia vederlo così ozioso; che rabbia quella sconfitta all'ultimo minuto!

3) Per estensione, desiderio smodato, bramosia: rabbia di quattrini; rabbia amorosa; accanimento: lavorare con rabbia. Anche furia impetuosa e travolgente di elementi o fenomeni naturali: la rabbia del fiume in piena.

Medicina

Nell'uomo il periodo di incubazione oscilla tra 20-100 giorni, anche un anno, mentre è più breve nelle gravi ferite al volto. La sintomatologia è caratterizzata da malessere generale, depressione psichica, dolore in sede di morsicatura; segue un periodo di eccitazione con cefalea, irrequietezza, spasmi dolorosi ai muscoli della deglutizione, con sensazione di strozzamento nel tentativo di bere acqua (idrofobia), tremori, convulsioni; da ultimo subentrano la paralisi dei gruppi muscolari già in stato di eccitazione e la morte in 4-5 giorni per paralisi cardiaca o respiratoria. Non esiste terapia specifica, l'unica arma è la prevenzione, che si attua con la vaccinoprofilassi dopo esposizione che, data la lunga incubazione della malattia, consente l'instaurarsi di una risposta immune efficace prima che il virus abbia raggiunto il sistema nervoso centrale. Solo per le categorie professionali a rischio è consigliata la profilassi pre-esposizione. In caso di morsicatura da animale sospetto si devono considerare numerosi fattori, per esempio se l'animale è selvatico, se è possibile tenerlo in osservazione, le modalità del morso, la situazione di endemia della zona, ecc.; quindi si procede con il trattamento locale della ferita, la immuno-profilassi passiva e la vaccinazione, da interrompere nel caso di provata negatività dei test di laboratorio sull'animale. In caso di animale selvatico o di grave esposizione si effettua sempre il ciclo vaccinale completo.

Veterinaria

Negli animali il periodo di incubazione varia secondo alcuni fattori quali il tipo di animale morsicatore, la quantità e la qualità del virus inoculato, ecc. Solitamente è di 20-40 giorni per il cane, 30-60 giorni per il cavallo e il bovino, 15-20 giorni per il suino, ecc. Nel cane la rabbia può manifestarsi in forma furiosa e in forma muta: nel primo caso si osservano all'inizio apatia, irrequietezza, vomito, riflessi esagerati; quindi uno stato di eccitazione durante il quale il cane tende a fuggire da casa, vagabondando, morsicando e alternando periodi furiosi a periodi di depressione; infine compare la paralisi e l'animale muore. Nella forma muta manca lo stato di eccitazione. I sintomi clinici nelle altre specie animali sono più o meno simili. La diagnosi si basa su reperti epizoologici, sui sintomi clinici e sugli esami anatomo-patologici e istologici. L'esame diagnostico più sicuro consiste nell'inoculazione di materiale cerebrale del soggetto sospetto in animali da esperimento. Talvolta occorre la vaccinazione pre-contagio dei cani che viene imposta dal prefetto nei casi in cui l'insorgere di alcuni casi di malattia ne faccia temere la diffusione. § Il diritto fa obbligo ai medici che hanno curato casi di rabbia di denunciare il fatto al sindaco e questi deve avvisare il veterinario comunale; i cani affetti da rabbia devono essere isolati. In sede di profilassi antirabbica è obbligatoria la notifica al comune del possesso di un cane, l'applicazione allo stesso della piastrina di riconoscimento, l'uso della museruola o del guinzaglio quando lo si porta in luoghi pubblici.

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