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ràgade

sf. [sec. XVIII; dal greco rhagás-ádos, screpolatura, taglio]. Scissura lineare della cute, senza perdita di sostanza, con interessamento dell'epidermide e del derma superficiale, dolorosa. Fattore di primaria importanza nella formazione delle ragadi è la perdita della normale elasticità e distensibilità della cute, dovuta alle cause più varie (fattori fisici, chimici e traumatici, processi iperplastici, sclerosi, ecc.). Le ragadi prediligono le regioni situate attorno agli orifizi naturali, le pieghe cutanee, i solchi esposti a sollecitazioni molteplici (labbra, solchi nasogenieno e retroauricolare, capezzolo e areola mammaria, orifizio anale, regioni palmo-plantari).

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