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ròcca

sf. [sec. XIV; forse ricostruzione da rocce, pl. di roccia].

1) Anticamente, roccia; oggi solo in alcune loc. dell'uso scientifico come allume di rocca e cristallo di rocca.

2) Opera fortificata costruita per lo più in luoghi elevati e di una certa importanza strategica: una rocca inespugnabile;rocca forte o roccaforte; iperb.: forte come una rocca, fortissimo, saldissimo in senso fisico o morale. § Con rocca più propr. si intendono le fortificazioni del periodo rinascimentale, nelle quali avevano sede i presidi militari e talvolta anche la dimora del signore o del principe. La rocca, che deriva dal castello medievale, ne muta però le strutture in funzione dell'evolversi dell'arte obsidionale e dell'aumentata potenza dell'artiglieria; essa si presenta dunque più bassa e massiccia, rafforzata da torri rotonde o quadrate, con gli ingressi protetti dai rivellini. Tra gli esempi più tipici sono quelli di Civita Castellana, Cesena, Pesaro, Sassocorvaro, Gradara, ecc.

3) Nel gergo alpinistico, cima isolata con pareti nude e scoscese e con in vetta un piccolo spiazzo piano.

4) In anatomia, rocca petrosa, parte dell'osso temporale situata medialmente alla squama. Ha forma di piramide quadrangolare con l'apice tronco in avanti; nel suo interno è scavato il labirinto osseo e decorre il canale del nervo facciale.

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