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ròta

Lessico

sf. [sec. XIII; latino rota].

1) Lett. o popolare, ruota: “come 'l Sol volge le 'nfiammate rote” (Petrarca).

2) In diplomatica, il segno apposto alla fine dei privilegi pontifici (bolle maggiori) medievali e, più raramente e in epoca tarda, anche in documenti vescovili. È costituito dal disegno di due cerchi concentrici; nel cerchio minore è inserita una croce i cui bracci formano quattro spazi nei quali è inscritto un motto o un versetto biblico e il nome del pontefice; nel giro tra i due cerchi è scritto il motto araldico o comunque proprio del pontefice che sottoscrive l'atto, con una crocetta spesso autografa del papa. La rota valeva infatti come sottoscrizione dell'atto.

Tribunale della Rota

Uno dei tre Tribunali Ecclesiastici. Come tribunale collegiale, esso risale almeno al sec. XIII, ma i suoi inizi si fanno risalire alla Costituzione di Giovanni XXIIRatio iuris (1326 e 1331), cui seguirono, nel sec. XV, le costituzioni di Martino V e di Sisto IV. Le norme che ora lo regolano sono le Normae Sacrae Romanae Rotae Tribunalis del 1934. Esso è competente a giudicare le cause relative alla nullità del matrimonio, ivi comprese quelle tra cattolici e non cattolici, o tra coniugi acattolici, battezzati o non, di rito latino oppure orientale. La Rota giudica in prima istanza le cause affidatele dal pontefice; in seconda istanza quelle in cui le parti convengano di saltare il giudizio di appello; in terza istanza quelle già giudicate dal giudice di prima istanza e dal giudizio di appello.

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