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radiodermatite

sf. [radio-+dermatite]. Dermatosi causata dalle radiazioni ionizzanti o da sostanze radioattive; può manifestarsi con lesioni di vario tipo ed entità. A parte alcune lesioni fugaci e transitorie in seguito all'utilizzo delle radiazioni a scopo terapeutico, si possono osservare lesioni più gravi e irreversibili per incidenti professionali (nei radiologi), o per iperdosaggio nel corso di un trattamento, o per eccessiva sensibilità del paziente. L'entità delle alterazioni cutanee è in funzione della quantità e qualità di radiazioni erogate, del sesso, dell'età, della sede irradiata. Si distinguono: radiodermatiti acute, che compaiono sotto forma di eritema più o meno accentuato secondo il dosaggio, e radiodermatiti croniche, che consistono in forme acute ulcerative non riparate o che possono stabilirsi tardivamente, in seguito a ripetute irradiazioni, anche in assenza di radiodermatite acuta, come accade nella forma professionale localizzata alle mani. In quest'ultimo caso si instaurano facilmente ulcerazioni torpide ed è frequente la cancerizzazione. Non esiste una terapia elettiva per cui si ricorre a lenitivi locali, prodotti che evitano complicazioni microbiche, ma soprattutto a radioprotettori e a un'accurata profilassi, soprattutto nel caso di operatori professionali.

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