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raganèlla

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Lessico

sf. [sec. XVI; propr., dim. di ragano, nome reg. del ramarro].

1) Anfibio appartenente al genere Hyla arborea della famiglia degli Ilidi.

2) Raganella marsupiali, altro nome degli Ilidi di vari generi fra cui Gastrotheca.

3) Strumento musicale popolare in legno costituito da una ruota dentata che gira intorno a un perno; girando, la ruota striscia contro una lamina di legno o di metallo e produce un suono che ricorda il gracidio dell'anfibio. Di origine antichissima, sopravvive in alcune manifestazioni popolari ed è stata talvolta impiegata nella musica colta.

Zoologia

La raganella, che presenta una colorazione solitamente verde chiara, talvolta sfumante nell'azzurro, come tutti gli Ilidi possiede dita munite di dischi adesivi, evidente adattamento, questo, alla vita arboricola che conduce. La sua presenza è segnalata dall'acuto, intermittente gracidare del maschio, che nell'emettere il suo richiamo rigonfia enormemente una sacca golare che funge da cassa di risonanza . Vive nei boschi e nei canneti, soprattutto in quelli situati in prossimità di raccolte d'acqua, divenendo particolarmente attiva di notte e, durante il giorno, quando l'umidità atmosferica sale a valori elevati. In occasione della riproduzione, in primavera, discende dall'alto degli alberi e delle canne e si porta in pozze d'acqua dove ha luogo l'accoppiamento. Le larve acquistano l'aspetto degli adulti in 10-12 settimane, quando finisce la fase acquatica del ciclo biologico. Le raganelle sono presenti in Europa 4 specie tutte presenti in Italia appartenenti al solo genere Hyla. Sul territorio italiano la raganella italiana (Hyla intermedia) è diffusa praticamente in ogni regione a eccezione della Sardegna, della Liguria e di buona parte della Val d'Aosta e del Trentino; raggiunge mediamente i 6 cm di lunghezza, la pelle è liscia ma non umida e di un bel colore verde, gli arti sono snelli e solo all'apparenza gracili, la pupilla è orizzontale e l'occhio prominente è di un bel colore scuro, la colorazione verde non è mai presente sulla gola che in genere è color crema o giallino, il sacco vocale del maschio, come in tutte le raganelle, è impari e mediano e parte subito da sotto il mento; dall'occhio parte una banda scura che, attraversando il timpano percorre tutto il lato dell'animale fino all'inguine; a seconda delle zone si riproduce dalla primavera inoltrata a tutta l'estate e, se costretta, lo può fare anche in acque leggermente salmastre. La raganella comune (Hyla arborea)è presente soltanto al Nord-Est, nei territori più orientali del Friuli Venezia Giulia; è praticamente identica ad Hyla intermedia e la distinzione delle due specie è stata fatta su base genetica e non fenotipica (cioè sull'aspetto). La raganella mediterranea (Hyla meridionalis) è esclusiva dei territori costieri della Liguria e si differenzia dalle precedenti, oltre che per la distribuzione, per avere la colorazione verde del dorso che sconfina anche sulla gola talvolta colorandola completamente e per l'assenza della banda scura sui fianchi. La raganella tirrenica (Hyla sarda) si trova, con diffusione discontinua, in Sardegna nonché sull'Isola d'Elba e di Capraia; suoi caratteri distintivi sono la banda scura laterale che si interrompe a circa metà del corpo, il dorso generalmente macchiettato di scuro, le dimensioni mediamente più piccole delle altre specie italiane. Tra le specie extraeuropee le principali sono: Hyla raddiana dell'Argentina, Hyla venulosa della Colombia e Hyla cinerea dell'America settentrionale. Infine va citata la raganella grillo (Acris crepitans), lunga ca. 3,5 cm, così chiamata per i salti prodigiosi che spicca (sino a 36 volte la lunghezza corporea); vive negli Stati Uniti meridionali, segnalando la propria presenza con un richiamo sonoro e acuto.

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