Lessico

sm. (anche ramìa, sf.) [sec. XX; dal francese ramié, di origine malese].

1) Nome comune di due piante della famiglia Urticacee, la Boehmeria nivea (ramiè bianco), originaria dell'Asia tropicale, e la Boehmeria utilis (ramiè verde), della Malesia, coltivate in vari Paesi e soprattutto in Cina, nel Viet Nam, in Giappone e in Indonesia per le fibre che forniscono, chiamate anch'esse con il medesimo nome. I ramiè sono erbe perenni, alte fino a 4 m, con fusto eretto, robusto.

2) Fibra bianca, molto sottile, tenace e resistente, detta anche canapa della Cina, che si ottiene dalla corteccia della pianta.

Industria tessile

La prima fase della produzione industriale di ramiè è la stigliatura, che viene eseguita manualmente dopo aver imbevuto gli steli con acqua per ottenere il nastro di fibre; mediante una successiva raschiatura si tolgono le sostanze legnose e si ottiene la filaccia depellicolata, detta Chinagrass, che contiene il 25-30% di sostanze gommose, cere e pectine. Tali sostanze vengono eliminate con procedimenti chimico-meccanici dai quali si ottiene la fibra pronta per la filatura, che viene eseguita con lo stesso sistema del lino o della canapa. Per la sua bianchezza naturale e la lucentezza, unite a una certa morbidezza, il ramiè può essere considerato la fibra tessile più bella dopo la seta. Il fiocco pronto per la filatura è costituito dal 96-98% di cellulosa senza quasi traccia di lignina. Il peso specifico della fibra è abbastanza alto (1,5); la lunghezza delle fibrille va dai 60 ai 270 mm, il diametro da 10 a 100 micron; ha una tenacità molto buona, da 6 a 7,6 g/den, mentre scarso è l'allungamento, pari al 3-7%. La sezione trasversale delle fibre è ellittica e longitudinalmente si presenta al microscopio come una struttura cilindrica con rare striature. La sua tenacità e la sua particolare struttura permettono di produrre filati molto sottili e la sua resistenza all'uso e alla putrefazione rende i tessuti in ramiè molto resistenti anche in condizioni ambientali sfavorevoli. Viene impiegato per abbigliamento, tappeti e tessuti d'arredamento, articoli per selleria e valigeria, reti da pesca, vele, teli da tenda, carta moneta e carte valori; lo si usa anche in mischia con rayon o con lana.

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