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recitativo

agg. e sm. [sec. XVII; da recitare]. Di ciò che ha carattere di recitazione. In particolare, in musica, stile vocale in cui il testo è massimamente valorizzato, mentre la musica viene ridotta a una presenza minima, di puro sostegno armonico. § Derivato dal “recitar cantando” della Camerata Fiorentina (sec. XVI), passò nell'opera, cristallizzandosi in due principali aspetti: recitativo semplice (detto secco nell'Ottocento), accompagnato da un solo strumento (il cembalo per tutto il Settecento) e recitativo accompagnato (anche obbligato o strumentato), sostenuto dall'orchestra. Inteso come evento drammatico-narrativo, nell'opera italiana fu usato sistematicamente per separare i pezzi a forma chiusa (arie, duetti, concertati, ecc.), spesso trasformandosi nel genere misto dell'arioso. Il termine fu usato, per estensione, anche nella musica strumentale, a iniziare dal sec. XVII.

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