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regolite

sm. o f. [dal greco rhegos, coperta, tappeto+-lite].

1) Porzione più profonda di un suolo residuale; più precisamente l'orizzonte più ricco in frammenti provenienti dall'alterazione e dal disfacimento della roccia sottostante, mescolati ad altri detriti di varia origine. Costituisce talora la zona di transizione fra il suolo vegetale vero e proprio e la roccia madre sottostante.

2) Al pl., denominazione del suolo lunare nelle sue stratificazioni più superficiali, che dai sondaggi in loco eseguiti con le missioni Surveyor, Lunik e Apollo, hanno mostrato di consistere in un deposito soffice di polveri granulari – dallo spessore variabile, a seconda delle località, fra alcuni mm e qualche dm; dal color grigio cinerino, o marrone; più o meno ricco di inclusioni di particelle vetrose – accumulato sopra uno strato di detriti rocciosi più grossolani inclusivo di brecce, che appare duro e compatto già a pochi dm di profondità, e che è risultato affondare per 2-10 m prima di giungere a contatto con il substrato roccioso locale. Il diametro medio dei granuli superficiali è dell'ordine di 100 μm; quello dei frammenti giunge fino ad alcuni m. Entrambe le componenti mostrano di aver avuto origine per sovrapposizione, dovuta ai ripetuti fenomeni di dispersione dei materiali rocciosi superficiali, sollevati e metamorfosati nei frequenti impatti meteoritici subiti nel passato dalla superficie selenica.

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