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reliquiàrio

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Definizione

(popolare reliquàrio), sm. [sec. XIV; da reliquia]. Teca in cui le reliquie sono custodite con ogni rispetto e sigillate perché siano protette dall'usura del tempo, dalla dispersione o falsificazione. Quando le reliquie sono esposte alla venerazione dei fedeli, portate in processione, fatte baciare, sono messe in reliquiari che di solito hanno forma di ostensorio, affinché possano essere vedute.

Arte

Molto diffuso sin dai primi secoli del cristianesimo, rappresenta un oggetto di grande interesse nella storia dell'oreficeria sia per la scelta delle materie strutturali e decorative (oro, argento, pietre preziose, perle, ecc.), sia per l'impiego delle tecniche proprie della lavorazione dei metalli preziosi. I più antichi esemplari di reliquiari sono cofanetti o teche, costruiti più spesso con materiali correnti (rame, bronzo, legno), ma anche in argento (reliquiario con figure a rilievo, sec. IV, Milano, Tesoro del Duomo) o in avorio (lipsanoteca del Museo Civico Cristiano di Brescia). Dell'oreficeria bizantina sono caratteristiche le stauroteche, scrigni contenenti una croce d'oro con la reliquia della vera Croce (esemplari pregevolissimi nella cattedrale di Limburgo). Assai diffusi in epoca medievale i reliquiari a forma di piccola croce portatile con minuti frammenti del legno della Croce o mucchietti di terra santa (esempi di queste croci-reliquiari pettorali in bronzo sono stati rinvenuti in quantità notevole in Ungheria). Oltre ai reliquiari del tipo a cofanetto, a croce e a medaglione (encolpio), l'oreficeria medievale produsse reliquiari rappresentanti la figura intera dell'immagine venerata (reliquiario di Pipino d'Aquitania, sec. XI, Tesoro di Conques) o parti anatomiche di essa (come il piede calzato del reliquiario del sandalo di S. Andrea, Tesoro del duomo di Treviri). La tendenza all'espressione plastica ebbe grande sviluppo in età gotica e rinascimentale, con esiti molto prossimi alla scultura vera e propria. Nei periodi romanico e gotico vennero anche in uso, soprattutto nell'area culturale tedesca e in quella francese, i reliquiari a foggia di tempio, che assunsero forme derivate dall'architettura coeva (reliquiario dei Re Magi, sec. XIII, Colonia, tesoro del duomo; reliquiario di Notre-Dame, Tournai, cattedrale; reliquiario di S. Galgano, sec. XII, Siena, Museo dell'Opera del duomo; reliquiario del Sacro Corporale, opera di Ugolino di Vieri, sec. XIV, Orvieto, duomo). Preziosi reliquiari di oreficeria arricchita con smalti champlevés sono offerti nei sec. XII-XIII dalla tradizione delle scuole limosina e mosana, nel caratteristico tipo a scrigno o a cofanetto, con coperchio a due spioventi e cresta terminale. L'arte rinascimentale italiana portò il suo gusto anche nell'oreficeria religiosa, da cui non andò esente il reliquiario, che assunse forme e motivi ornamentali conformi a quello stile (reliquiario di S. Giovanni Battista, 1465, opera di Francesco d'Antonio, Siena, duomo). Quella rinascimentale fu l'ultima fase della grande tradizione dell'arte dei reliquiari, destinata ad avviarsi a un lento tramonto protrattosi per tutto il Seicento e Settecento, in cui prevalsero le forme a cofano, a urna e a calice, arricchite con decorazioni di gusto barocco (reliquiario di S. Pietro Orseolo, Venezia, Tesoro di S. Marco).