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resiliènza

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Lessico

sf. [da resiliente].

1) Proprietà di resistere agli urti posseduta da un materiale, tanto maggiore quanto minore è la sua fragilità.

2) In meccanica, grandezza riferita a un corpo deformabile ed elastico; è il coefficiente di proporzionalità fra lo spostamento e il modulo della forza che lo determina e le sue dimensioni fisiche risultano dal rapporto tra le dimensioni fisiche di una forza e di una lunghezza.

3) Nell'industria tessile, capacità che hanno le fibre tessili di riprendere la loro posizione naturale dopo essere state soggette a pressione anche prolungata. Tale caratteristica, accentuata soprattutto nella lana, è determinante e importante nella produzione di tappeti e tessuti di arredamento duraturi e di buona qualità.

Tecnologia

Il valore della resilienza di un materiale viene determinato in laboratorio con una prova unificata, consistente nel sottoporre un apposito provino prismatico (per esempio, provino Mesnager) del materiale in esame, appoggiato per gli estremi, all'urto ripetuto di un maglio convenzionale (per esempio, pendolo di Charpy) sulla sua mezzeria, sulla quale si sia preventivamente praticato un intaglio. La resilienza del materiale verrà quindi misurata dall'energia che la massa battente deve spendere per rompere la barretta. Il pendolo di Charpy consta essenzialmente in una mazza battente di forma opportuna fissata all'estremità di un braccio, oscillante con moto pendolare attorno a un perno orizzontale. Disposto il provino nella sua sede si lascia cadere, da un'altezza nota e prestabilita, la mazza battente finché il provino non si rompe. Una volta che questo è rotto, la mazza prosegue la sua corsa per un certo angolo: un adatto meccanismo, facente parte del pendolo, rileva l'altezza di salita; l'energia assorbita (indice di resilienza del materiale) si deduce per semplice differenza tra l'energia iniziale e l'energia residua della mazza.

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