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resistènza (edilizia)

requisito fondamentale, verificabile sperimentalmente sia sui materiali sia sugli elementi e le strutture con questi realizzati; sua funzione è garantire la stabilità e l'efficienza di un qualsiasi manufatto. Le verifiche di resistenza sono molto diverse secondo che si effettuino sui materiali componenti oppure su strutture nel loro complesso. La resistenza di un materiale viene definita, attraverso prove di laboratorio eseguite con modalità di svolgimento e criteri di giudizio stabiliti a norma di legge, dalla tensione unitaria massima (δ max) che un materiale può sopportare senza rompersi. La resistenza di una struttura, invece, si presenta di definizione più complessa in quanto dipende da diversi parametri, variabili caso per caso, ma sempre riportabili ad alcuni fondamentali, quali: il materiale, sua natura e composizione; gli elementi strutturali, loro dimensionamento ed esecuzione; la giunzione delle parti, loro protezione e finitura. Occorrono quindi criteri di sperimentazione sempre diversi; i più comunemente eseguiti sono le prove su modelli omotetici, che vengono messi in carico e portati a rottura in laboratorio, per cui si può risalire al comportamento statico dell'originale nelle stesse condizioni; oppure, quando sia possibile isolare un elemento-base ripetuto nella struttura, la realizzazione al vero di tale elemento (per esempio, travi, piastre di copertura, alberi motore, eliche, ingranaggi, ecc.) e quindi la sua sperimentazione diretta in varie condizioni di carico.

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