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retroflessióne

sf. [retro-+flessione]. Ripiegamento all'indietro, con particolari accezioni tecniche: A) in fonetica, la posizione della lingua nell'articolazione di un suono retroflesso. B) Spostamento della sommità di un organo all'indietro rispetto alla sua posizione anatomica normale. È di frequente riscontro nell'utero (retroflessione dell'utero), il cui corpo può spostarsi nel piano sagittale in senso antero-posteriore aumentando l'angolo più o meno ottuso del suo asse con quello del collo, che rimane in normali rapporti con la vagina e con gli altri organi del bacino. La retroflessione dell'utero può essere corretta con intervento chirurgico (isteropessia). C) Rovesciamento in senso opposto a quello generale della fronte di una falda di ricoprimento per l'ostacolo rappresentato da una struttura rigida al normale scorrimento della falda. Riferito alla radice di una falda, è il suo rovesciamento in seguito a spinte orogenetiche tardive in senso opposto a quello della falda.

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