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riéntro

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Lessico

sm. [da rientrare].

1) Ritorno nella sede abituale: il rientro dopo le ferie.

2) Restringimento che subisce una stoffa bagnata.

3) Fase del volo di un veicolo spaziale od orbitale durante la quale questi penetra nell'atmosfera di un pianeta per poter poi discendere sulla superficie del medesimo.

Astronautica

La manovra del rientro di un veicolo spaziale pone grossi problemi dal punto di vista tecnico, riguardanti soprattutto la resistenza del mezzo. Infatti l'impatto del veicolo spaziale negli strati superiori di un'atmosfera planetaria, anche se la loro densità è limitata, determina l'improvviso manifestarsi di resistenze aerodinamiche vistose data l'elevata velocità del veicolo. Ne consegue una rapida decelerazione pregiudizievole per l'integrità strutturale del veicolo e non ammissibile né per le apparecchiature in esso installate, né per la sopravvivenza dei suoi occupanti. Inoltre l'elevatissima energia che si riversa nello strato limite del veicolo viene dissipata in fenomeni termici che provocano un violento riscaldamento aerodinamico dello stesso; il veicolo viene avvolto da uno strato di gas incandescenti e fortemente ionizzati che ne aumentano la temperatura interna e rendono impossibile qualsiasi forma di radiocomunicazione. Ciò impone non solo l'adozione di adeguate tecniche onde impedire la distruzione del veicolo (basate sull'impiego di scudi termici), ma anche la messa a punto di sistemi di frenatura, di guida e di orientamento automatici che consentano la precisa esecuzione delle manovre per l'atterraggio, che può avvenire in mare (splash down) o sul terreno. L'angolo secondo il quale il veicolo penetra nell'atmosfera, così come il momento in cui vanno azionati i sistemi di frenatura, nonché la traiettoria (corridoio di rientro ), debbono essere accuratamente calcolati e seguiti onde evitare pericolosi inconvenienti. Di solito, per il rientro sulla Terra, si preferisce inserire il veicolo secondo un'orbita tangente gli strati più alti dell'atmosfera: l'angolo di incidenza non dovrà essere, però, troppo ridotto, perché altrimenti il veicolo può letteralmente “rimbalzare” nello spazio extra-atmosferico, allontanandosi nuovamente dalla Terra. Il veicolo, inoltre, deve sfruttare nel migliore dei modi la resistenza dell'atmosfera per consentire la sua decelerazione, che non deve essere però troppo violenta; ciò si ottiene seguendo una traiettoria di discesa obliqua che lo porterà a penetrare progressivamente, da una quota di ca. 75.000 m, negli strati inferiori più densi dove sarà possibile sfruttare l'azione frenante dell'aria. L'ultima fase del rientro, che avviene a velocità ridotta, si svolge secondo una traiettoria più ripida, ma la densità dell'aria consente un valido uso dei paracadute ad apertura automatica. Per controllare il rientro sono allo studio sistemi analoghi a quelli adottati per la discesa sulla Luna, su Venere e su Marte (razzi di sostentamento) e per la frenatura aerodinamica dei veicoli (superfici portanti tipo ali a geometria variabile).