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sf. [da ricercare (verbo)].

1) Atto, effetto del ricercare: impostare le basi di una ; proseguire nella dei responsabili; l'assassino è sfuggito a ogni .

2) Indagine scientifica che si propone di accrescere e completare le cognizioni nell'ambito di una det. disciplina: ha svolto un'accurata sulla politica estera italiana degli ultimi anni; . In informatica, delle informazioni, tecnica relativa all'esplorazione automatica di archivi allo scopo di ritrovare date informazioni in un tempo relativamente breve. La tecnica coinvolge diversi tipi di organi di memoria, le organizzazioni di ciascun documento e le varie forme di archiviazione dei dati.

3) mineraria, insieme delle attività e delle tecniche tese a individuare giacimenti di minerali utili all'uomo; fase iniziale della ricerca è la prospezione; particolarmente impegnata è la ricerca petrolifera, del carbone e dei minerali primari per l'economia (ferro, fosfati, minerali radioattivi ecc.).

4) In diritto, le sulla paternità e maternità naturale sono ammesse al fine di dichiarare giudizialmente la paternità e la maternità naturale, salvo che riguardino figli incestuosi. Sono sempre ammesse quando vi è stato ratto o violenza carnale nel tempo del concepimento.

Cenni storici: la ricerca scientifica

Fino alla fine del sec. XIX la ricerca scientifica venne lasciata alla libera iniziativa di singoli scienziati che agivano negli istituti universitari o nelle accademie scientifiche. A partire dai primi anni del Novecento il rapidissimo ampliarsi delle conoscenze e le crescenti necessità dello sviluppo industriale determinarono il sorgere di una nuova forma di organizzazione nella quale alla ricerca individuale si sostituiva la ricerca collettiva svolta da più scienziati specialisti in campi diversi e coordinata a uno scopo comune. Durante e dopo la prima guerra mondiale, accanto ai laboratori di ricerca sperimentale organizzati dalle grandi industrie private, furono costituiti nuovi organismi di ricerca scientifica promossi dai governi, frequentemente chiamati Consigli della , con il compito di promuovere, coordinare e in alcuni casi attuare la ricerca scientifica, tenendo presenti le esigenze del Paese, le sue risorse naturali, la disponibilità di mezzi e di persone. I primi Consigli delle Ricerche, la cui struttura interna variava da Paese a Paese in relazione alle condizioni politico-economiche, sorsero nel 1916 in Gran Bretagna e negli Stati Uniti e vennero via via estendendosi in tutti i Paesi. Fu però con la seconda guerra mondiale (emblematico in questo senso è il progetto Manhattan organizzato e finanziato dal governo degli Stati Uniti nel 1942 per la costruzione della bomba atomica) che l'interesse dello Stato per la ricerca scientifica si affermò decisamente e nacque, contemporaneamente al riconoscimento della ricerca quale strumento di potenza, una vera e propria politica della scienza. La complessità dello sviluppo tecnologico legato alle condizioni politico-economiche dei singoli Paesi ha portato a una differenziazione nel campo della ricerca per cui oggi si parla di ricerca pura, di ricerca di base, di ricerca fondamentale, di ricerca teorica; oppure di ricerca finalizzata, di ricerca orientata, di ricerca applicata; o ancora di ricerca di sviluppo, di ricerca di evoluzione ecc.: tutti termini che indicano entità e finalità non sempre nettamente distinguibili. In generale la ricerca pura comprende le attività sistematiche aventi lo scopo di allargare i limiti della conoscenza scientifica, effettuate come fini a se stesse; la ricerca applicata riguarda le attività volte ad allargare la conoscenza in vista di pratiche e specifiche applicazioni; la ricerca di sviluppo (o semplicemente lo “sviluppo”) le attività scientifiche e tecnologiche destinate a completare e perfezionare materiali, prodotti o processi produttivi, attraverso l'utilizzazione dei risultati della ricerca pura o applicata, o delle conoscenze comunque acquisite. Questa ricerca riguarda di solito lo studio, la costruzione e il collaudo di prototipi e impianti pilota. Solitamente quando si parla di ricerca scientifica si intende quella attinente alle scienze della natura o scienze esatte, escludendo in tutto o in parte quelle umane. Il dibattito, sorto all'inizio degli anni Sessanta, sul tema delle due culture, quella scientifica e quella umanistica, dibattito che tendeva essenzialmente a comporre le contraddizioni tra le due “semisfere” della cultura, non ha portato a un sostanziale rinnovamento. In questo quadro, da un confronto tra lo sviluppo della ricerca nell'Europa e negli Stati Uniti emerge il diverso orientamento di base della ricerca che mentre nell'Europa è rivolta alla scienza come attività speculativa, nella quale predomina la ricerca pura, negli Stati Uniti, storicamente orientati verso il pragmatismo, è prevalentemente subordinata alle applicazioni pratiche, spesso utilizzando idee nate in Europa. Negli ultimi decenni del sec. XX tuttavia le politiche scientifiche dei vari Paesi hanno avuto sensibili mutamenti: mentre prima della seconda guerra mondiale l'intervento pubblico nel settore della ricerca era per lo più limitato all'incentivazione di settori carenti, a partire dagli anni Quaranta l'intervento dello Stato è divenuto molto più consistente, soprattutto nei settori della difesa, delle fonti di energia e dell'esplorazione spaziale. Questo modello di ricerca attuato negli USA è stato seguito, pur sulla base di principi diversi conseguenti alle diversità ideologiche, dall'Unione Sovietica e in modo molto frammentario e lacunoso anche dall'Europa. Gli anni Cinquanta e Sessanta sono stati contrassegnati dal notevole sviluppo della ricerca nelle industrie, al quale ha corrisposto un incremento dei legami tra università e industria, fino a fare delle università tecniche, in molti casi, vere e proprie scuole per la formazione dei quadri dell'industria.

Cenni storici: la ricerca scientifica negli USA e in Europa

L'assetto istituzionale che coordina l'attività di ricerca è caratterizzato, per quanto riguarda gli Stati Uniti, da un'estrema centralizzazione. La responsabilità della politica di ricerca scientifica è assunta dal presidente con il suo gabinetto esecutivo e dal Congresso con i suoi organi specializzati. A questa responsabilità centralizzata corrisponde una pluralità di istituzioni scientifiche che riflette la diversità degli obiettivi da perseguire e conferisce all'industria la necessaria agilità nell'adeguarsi ai bisogni e alle richieste del potere centrale. I grandi programmi di ricerca destinati a rispondere alle “sfide” interne o internazionali restano tuttavia diretto appannaggio dello Stato, che ne predispone la realizzazione attraverso le agenzie poste alle dirette dipendenze del presidente. Intorno agli anni Sessanta in Europa sono stati costituiti alcuni organismi allo scopo di promuovere la collaborazione su temi fondamentali, come l'energia atomica e l'esplorazione spaziale: tra questi l'EURATOM, cui l'Italia conferì il centro nucleare di Ispra, l'ELDO e l'ESRO. In campo nucleare, le difficoltà sorte nel definire un obiettivo industriale in comune hanno notevolmente rallentato il programma delle ricerche comunitarie. In mancanza di una politica della ricerca su scala europea, ciascun Paese ha seguito propri indirizzi, a volte in collaborazione con un altro (cooperazione anglo-francese per il progetto del Concorde) o con altri membri della CEE (studi sull'arricchimento dell'uranio). Dal punto di vista istituzionale, l'organizzazione della ricerca differisce notevolmente da Paese a Paese. In Francia, per esempio, il Ministero per lo Sviluppo Industriale e la Scienza coordina tutte le attività di ricerca e sviluppo, a eccezione di quelle nel settore militare, delle poste e telecomunicazioni, dei grossi programmi di costruzioni aeronautiche, di alcune attività universitarie. Nell'ambito del Ministero, la Délégation Générale à la Recherche controlla centri pubblici di ricerca spaziale, oceanografica e parte del finanziamento statale destinato alla ricerca nell'industria privata. In Germania spetta ai Ministeri della Ricerca, dell'Economia e della Difesa il controllo delle attività direttamente finanziate con il denaro pubblico, mentre in Gran Bretagna è stata istituita una forma di coordinamento meno diretta che fa capo, nei ministeri chiave, ai direttori scientifici, a loro volta dipendenti dallo del primo ministro. La mancanza di coesione tra i Paesi europei si è rivelata in tutta la sua evidenza verso la metà degli anni Sessanta, quando è divenuto massiccio il fenomeno dell'emigrazione di scienziati europei oltre Atlantico, fenomeno che ha colpito soprattutto la Gran Bretagna. In questo quadro, l'ammontare delle spese in ricerca, la qualità dei quadri tecnici e della produzione scientifica, la capacità di dare sbocchi commerciali alla tecnologia di origine civile o militare sono apparsi più che altro legati a questioni di prestigio e di difesa nazionale. Contemporaneamente gran parte dei finanziamenti statali per la ricerca è stata destinata alle grandi concentrazioni settoriali dell'industria. Sempre in quegli anni era opinione comune che il successo delle attività tecnologiche basate sulla ricerca scientifica dovesse necessariamente svolgersi nell'ambito di una concorrenza e di una libera economia di mercato. Tuttavia alla fine degli anni Sessanta la fiducia delle forze politico-economiche in questi schemi così ordinati e prevedibili è stata messa in crisi dal sorgere di nuove istanze culturali che affrontarono certi temi d'indagine dogmaticamente ritenuti intoccabili. Come conseguenza di questa riflessione e sotto la pressione dell'emergente domanda di “qualità della vita” si è avuta una radicale trasformazione della politica di ricerca che, limitando l'interesse per il campo militare e spaziale, si è rivolta anche alla soluzione di problemi legati all'ambiente, alle fonti di energia, agli investimenti sociali. Le difficoltà incontrate da molti settori a tecnologia avanzata, come l'aeronautico e l'elettronico, e la grave crisi mondiale dell'agricoltura hanno portato a una chiara consapevolezza dello stretto collegamento tra lo sviluppo della ricerca scientifica e la crescita dell'attività produttiva. Inoltre il progresso tecnico-economico di piccoli Paesi come la Svezia, la Norvegia, il Belgio e i Paesi Bassi ha dimostrato che sul risultato finale non influisce soltanto la quantità di risorse dedicate alla scienza ma anche e soprattutto la loro destinazione.

Cenni storici: la ricerca scientifica in Italia

In Italia lo sviluppo della ricerca scientifica e tecnologica ha coinciso solo in parte con quello degli altri Paesi industrializzati. All'isolamento in cui il fascismo ridusse la ricerca, che pure aveva dato negli anni Trenta notevoli prove (basti pensare alla scuola di fisica di Roma), fece seguito l'arresto pressoché totale dell'attività scientifica negli anni di guerra: ciò a differenza di quanto andava accadendo in altre nazioni che proprio in quell'epoca, sotto la spinta degli interessi bellici, diedero grande impulso a settori quali l'aeronautica, l'elettronica, la fisica nucleare, la farmacologia. Successivamente, per la necessità di trovare immediata soluzione ai problemi attinenti la ricostruzione, si fece ricorso alle conquiste tecnologiche conseguite negli altri Paesi trascurando di perseguire un proprio indirizzo di ricerca scientifica. Ciò causò tra l'altro l'emigrazione all'estero di un certo numero di scienziati di notevole valore (fenomeno noto come brain drain) con la conseguenza che la ricerca, già gravemente deficitaria, è stata ulteriormente indebolita. Esaminando questi problemi alla luce delle moderne teorie economiche, appare evidente che l'evoluzione della società industriale, basata sull'impiego prevalente del binomio materie prime-lavoro nell'industria manifatturiera, conduce verso una società postindustriale, fondata sul binomio conoscenza tecnica-lavoro, dove la forza lavoro è prevalentemente impegnata nei servizi sociali e nelle industrie di nuovo tipo, basate sul continuo sviluppo della ricerca scientifica. Questa linea di sviluppo non è stata seguita dall'Italia, dove si è verificata un'involuzione del sistema industriale tributario dall'estero per tutto ciò che attiene l'innovamento tecnologico. All'estero, a mano a mano che le politiche scientifiche sono andate attribuendo crescente importanza a obiettivi socio-economici, o comunque di interesse collettivo, i governi hanno sottoposto a revisione l'intervento pubblico in fatto di ricerca. In Italia sul piano dell'organizzazione e dell'orientamento della ricerca esistono ancora molti ritardi. Le linee di sviluppo della ricerca nel nostro Paese vengono definite, su delega del governo, dal Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE), mentre il coordinamento è compito del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca coadiuvato dal Consiglio Nazionale della Scienza e Tecnologia. La ricerca scientifica in Italia viene svolta da tre operatori finanziati dallo Stato: le università, gli enti pubblici di ricerca e le imprese a partecipazione statale. Nelle università i finanziamenti statali arrivano direttamente attraverso il ministero e anche attraverso gli enti di diritto pubblico come il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) o dagli enti a partecipazione statale quali l'ENEA, le Regioni ecc.

Cenni storici: il CNR

Il CNR fu istituito nel 1923 e prima della creazione del ministero preposto alla ricerca scientifica era responsabile della promozione, del coordinamento e della gestione della ricerca in Italia (prerogative passate in seguito tutte al ministero). Riordinato con il decreto legislativo 30 gennaio 1999, n. 19, il CNR, che ha competenza scientifica generale e istituti scientifici distribuiti sul territorio, svolge e promuove attività di ricerca in ambito nazionale e internazionale, nel quadro della cooperazione e integrazione europea e della collaborazione con la ricerca universitaria, assicurando la diffusione dei risultati all'interno del Paese; cura la collaborazione in campo scientifico e tecnologico con enti e istituzioni di altri Paesi; svolge attività di alta formazione postuniversitaria e può fornire servizi a terzi in regime di diritto privato. Per lo svolgimento della sua attività, può stipulare accordi e convenzioni, costituire consorzi, fondazioni o società con soggetti pubblici e privati. Il CNR opera sulla base di un proprio piano triennale di attività, aggiornabile annualmente, nel quale sono stabiliti gli indirizzi generali e determinati gli obiettivi da raggiungere. Con il riordinamento, erano organi del CNR: il presidente, il consiglio direttivo, il comitato di consulenza scientifica e il collegio dei revisori dei conti. A partire dagli anni Settanta, nell'ambito di una programmazione mirata alle esigenze del Paese il CNR ha organizzato alcuni progetti finalizzati quinquennali intesi a trasferire le conoscenze dai laboratori universitari alle industrie e a incoraggiare la ricerca applicata. Successivamente sono stati varati i progetti della terza generazione nei settori della tecnologia edilizia, delle biotecnologie, della biostrumentazione, della chimica fine e dei materiali specializzati per tecnologie avanzate, di sistemi informatici ed elaborazione parallela dei superconduttori e delle tecnologie criogeniche, delle telecomunicazioni e della robotica. In seguito sono stati varati alcuni progetti interdisciplinari denominati progetti strategici. I ricercatori impegnati in queste ricerche erano in massima parte nei ruoli dello stesso CNR affiancati da docenti e ricercatori universitari e da personale dell'industria.

Cenni storici: il CNEN e l’ENEA

Nel settore specifico della fisica nel 1960 in Italia si intese il bisogno di varare un programma di ricerca mirato allo sfruttamento dell'energia nucleare e fu creato il Comitato Nazionale della Energia Nucleare (CNEN) il quale, oltre a raccogliere la prestigiosa eredità di illustri scienziati quali Enrico Fermi, Emilio Segrè e molti altri fisici che avevano contribuito notevolmente allo sviluppo dell'era atomica, godeva di fama internazionale per l'alto livello delle ricerche avanzate che venivano svolte in Italia in collaborazione con i più qualificati laboratori americani ed europei. Tuttavia il CNEN incontrò numerose difficoltà nello sviluppo di un piano organico di creazione di centrali atomiche per la produzione di energia elettrica. Il referendum proposto nel 1988 sulla opportunità di svolgere o meno il programma nucleare arrestò di fatto lo sviluppo energetico nucleare italiano, vanificando gli sforzi fatti in precedenza. Di conseguenza l'Italia, tra le nazioni a forte sviluppo industriale, continuò a dipendere fortemente da fonti energetiche straniere. Il CNEN fu trasformato in Ente Nazionale delle Energie Alternative (vedi ENEA ) con il chiaro e implicito intento di diminuire le ricerche mirate all'impiego dell'energia atomica per dedicarsi a studi sui metodi per sfruttare altre forme disponibili di energia, quali la eolica, la solare, la geotermica e studiare le tecnologie più avanzate per il loro impiego e per il risparmio energetico.

Cenni storici: INFN, ASI e ISS

Sempre nell'area della fisica, l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), fondato nel 1951, svolge avanzate ricerche di base nella fisica delle particelle e ha sempre praticato una politica di cooperazione internazionale, basata sull'alta reputazione goduta all'estero dalla scuola italiana di fisica. In questa direzione l'Italia partecipa molto attivamente al Centro Internazionale di Ricerca sulle alte energie di Ispra e a quello di Frascati. Nel campo delle ricerche spaziali, il CNR aveva iniziato un'intensa attività sin dal 1960, prima con il Servizio di Attività Spaziale (SAS) e poi con il Programma Spaziale Nazionale (PSN). Nel 1988 venne istituita l'Agenzia Spaziale Italiana (ASI), come organo di controllo responsabile del coordinamento della ricerca spaziale. Dall'anno della sua istituzione l'ASI ha svolto un'ottima attività di ricerca internazionalmente apprezzata, che ha portato l'Italia ai primi posti della ricerca spaziale, in particolare per la messa a punto delle infrastrutture. L'ASI ha partecipato a parecchi programmi internazionali della Agenzia Spaziale Europea (ESA) della quale l'Italia è il terzo maggior contribuente. Altrettanto importante delle attività nei campi della fisica, con partecipazione da primissimo piano all'attività dei laboratori europei del CERN, e della ricerca spaziale con l'ASI e nell'ESA, è la partecipazione italiana alle grandi imprese di astronomia e di astrofisica. Questa si manifesta sia autonomamente con il Telescopio Nazionale Galileo e con i grandi radiotelescopi sul territorio nazionale, sia nelle organizzazioni e partecipazioni internazionali ai più grandi telescopi ottici e radiotelescopi del mondo, quali il Very Large Telescope (VLT) dell'ESO e il Large Binocular Telescope (LBT) del Monte Graham, in Arizona. Va ricordato inoltre l'Istituto Superiore di Sanità (ISS), fondato nel 1934, dipendente prima direttamente dal Ministero degli Interni e successivamente dal Ministero della Sanità. L'ISS agisce da consulente del ministero per il rilascio delle autorizzazioni alla vendita dei farmaci e svolge ricerche nei differenti settori e sottosettori della sanità: più precisamente sulle malattie infettive e non infettive, sull'ambiente, sull'alimentazione e inoltre sulla valutazione e sul coordinamento dei servizi sanitari. Provvede inoltre a emanare le direttive per la codificazione degli standard sanitari nazionali e partecipa in rappresentanza dell'Italia a numerose commissioni ed enti internazionali nell'area della sanità.

Cenni storici: la riforma degli enti di ricerca pubblici italiani

Nel 2003 è stata approvata in Italia la riforma degli enti di ricerca scientifica, e principalmente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), con l'obiettivo primario di realizzare centri di eccellenza a livello mondiale. La riforma si è anche resa necessaria per l'esigenza di adeguare il sistema pubblico di ricerca alla corrispondente situazione europea. È stato disposto, in particolare, l'accorpamento di un centinaio di istituti in 15 dipartimenti e di tutti i centri preesistenti del CNR in mezza dozzina di dipartimenti, facenti capo a un numero ridotto di macroaree (biotecnologie; scienze e tecnologie mediche; scienza e tecnologia dei materiali; scienze e tecnologie ambientali e della terra; scienze e tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni; scienze e tecnologie per i sistemi avanzati di produzione; scienze giuridiche, socio-economiche ed umanistiche). Nel nuovo CNR, gli Istituti fanno riferimento alle macroaree, con modalità tali da impedire la frammentazione delle attività e la loro duplicazione, favorendo nel contempo la multidisciplinarietà e l'integrazione delle competenze. Il CNR non è più retto da un Direttivo, ma da un Consiglio di Amministrazione. Ciascun Dipartimento è retto da un Direttore responsabile della programmazione e della valutazione dell'attività di ricerca. A fianco del CNR restano, indipendenti, l'INAF (Istituto Nazionale di AstroFisica) e l'ASI (Agenzia Spaziale Italiana). Il CNR aggrega, invece, l'IDAIC (Istituto di Diritto Agrario Internazionale e Comparato), l'INFM (Istituto Nazionale di Fisica della Materia), l'INOA (Istituto Nazionale di Ottica Applicata) e l'Istituto Papirologico "G. Vitelli". Del tutto indipendente resta l'INFN, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

Musicologia

La sul campo è la principale attività di ricerca in etnomusicologia. Consiste nel registrare la musica di tradizione orale nei luoghi dove nasce (strade, case, campi, riti religiosi e civili, giochi) con mezzi tecnici sonori e visivi. Nacque nel 1890 quando, poco dopo la messa in commercio del fonografo Edison a cilindri di cera, l'etnologo americano Jesse Fewkes incise alcuni canti dei pellirosse Zuni e Passamaquoddy. In Europa, Béla Bartók ne delineò i metodi scientifici raccogliendo su cilindri migliaia di canti in Europa orientale, Asia, Nordafrica. Con il progresso dei mezzi tecnici (dischi a pronta resa, magnetofono a filo, registratore a nastro, film sonoro, videotape) la ricerca sul campo ha ampliato il suo obiettivo alla documentazione non solo della musica in sé, ma anche delle danze, dei riti, degli eventi sociali e dell'ambiente in cui essa nasce. In Italia vi si sono distinti Diego Carpitella (con Ernesto De Martino e con Alan Lomax), Giorgio Nataletti, Roberto Leydi.

Organizzazione aziendale

e sviluppo, area funzionale presente all'interno della struttura organizzativa di aziende di grandi dimensioni o appartenenti a settori di tecnologia avanzata. Essa raggruppa tutte le attività concernenti lo studio, dal punto di vista tecnico, di nuovi prodotti ovvero di prodotti già esistenti per migliorarne l'efficienza produttiva o il grado di soddisfazione dei bisogni del consumatore. Nell'ambito di queste attività è frequente anche lo studio tecnico dei prodotti della concorrenza, per valutarne la peculiarità. La ricerca opera, dunque, in stretta relazione con il reparto del marketing e quello della produzione.

Pedagogia

La degli scolari è un metodo di apprendimento per la soluzione sistematica dei problemi. Sorta come applicazione didattico-pedagogica della metodologia della ricerca scientifica, la ricerca degli scolari ha progressivamente affinato le sue procedure aderendo alla reale struttura psicologica del soggetto in formazione. Essa pertanto non può eludere la fondamentalità della motivazione da cui scaturiscono i problemi e quindi la necessità di un loro esame sistematico. A questa prima fase (problematizzazione) seguono le fasi della scomposizione delle variabili, della formulazione delle ipotesi, della raccolta e dell'analisi dei dati e, infine, della verifica delle ipotesi. J. Dewey definisce la logica come teoria dell'indagine (ricerca). La logica scaturisce proprio dalla ricerca stessa, che è perciò vista come trasformazione controllata o diretta di una situazione indeterminata in una determinata.

Statistica

La operativa è lo studio dei problemi organizzativi, attuato con metodi matematici e statistici, volto a identificare i criteri più idonei a far funzionare un dato sistema con la massima efficienza e con la minima spesa, così da fornire agli organi decisionali una base migliore e spesso ottima per il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Ha quindi il compito di analizzare le soluzioni alternative tenendo conto dei fattori umani e materiali disponibili, di porle a confronto e di ricercare quella o quelle ottimali per il presente e il futuro. Ha fra le principali caratteristiche quella di studiare nel suo insieme un determinato organismo, ossia di esaminare tutti gli aspetti possibili di un determinato problema e di essere essenzialmente interdisciplinare coinvolgendo l'opera di tecnici, matematici, statistici, economisti, sociologhi, psicologi. Nata negli anni della seconda guerra mondiale in Gran Bretagna (l'espressione ricerca operativa, operations research, è stata coniata nel 1940) per risolvere problemi di stretta pertinenza militare (la sua prima applicazione riguardò l'installazione di radar per la difesa antiaerea), dopo il 1945 è penetrata nel campo economico. I problemi che affronta variano dall'organizzazione e gestione di impresa, agli studi di mercato, alla produttività, al controllo di qualità, ai trasporti, all'immagazzinamento, alle trasmissioni. Fra le tecniche particolari di cui si avvale si possono ricordare la teoria delle file d'attesa, quella dei giochi, la programmazione lineare, la simulazione.

Telefonia

Operazione che viene eseguita dai selettori delle centrali telefoniche a funzionamento elettromeccanico per individuare e impegnare una linea al fine di stabilire un collegamento telefonico. La ricerca può venire eseguita in vari modi secondo le caratteristiche e i criteri di funzionamento del sistema di commutazione impiegato. In pratica si utilizzano la diretta, quando i selettori effettuano la scelta della linea nel senso che va dall'utente chiamante a quello chiamato; la inversa, quando i selettori procedono appunto in senso inverso ricercando nel senso dall'utente chiamato al chiamante; la progressiva, quando i selettori nel loro moto di ricerca, generalmente rotativo, partono da una posizione di riposo ed esplorano successivamente in ordine progressivo le ricerche della linea disponibile; la casuale, quando il selettore, terminata la conversazione, non ritorna a riposo, ma rimane inattivo nell'ultimo passo raggiunto partendo poi da tale passo per la di una nuova linea libera per una successiva comunicazione telefonica.

Bibliografia (per la statistica)

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