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ricamo

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Lessico

sm. [sec. XV; dall'arabo raḳama]. Operazione consistente nell'eseguire un disegno ornamentale, con uno o più fili di diversi colori, su un determinato tessuto: scuola di ricamo; imparare il ricamo a mano; aghi e filo da ricamo. Industrialmente viene eseguito su speciali macchine munite di più aghi, ciascuno portante un filo da ricamo, i quali seguono l'evoluzione desiderata comandati da camme ed eccentrici. Per estensione, opera ricamata. Fig., lavoro assai fine: la facciata del duomo è un ricamo; al pl., aggiunte fantastiche al racconto di un avvenimento.

Cenni storici

I vari tipi di ricamo, di lontana origine e tuttora in uso, si possono raggruppare secondo il materiale usato o la tecnica di esecuzione (vedi punto). I principali sono il ricamo in bianco, eseguito con fili in bianco oppure colorati, ma sempre destinato alla biancheria di casa o personale; il ricamo su seta e velluto, usato per decorare abiti e paramenti, eseguito a telaio con fili di seta e d'oro; il ricamo su tela, eseguito su fili contati oppure su tela disegnata che resta visibile tra le parti ricamate; il ricamo in oro, molto sfarzoso, usato per baldacchini, parati, ecc., e poi anche per abiti; il ricamo a riporto, ottenuto applicando su un fondo di stoffa ritagli di altri tessuti che formano un determinato disegno; il ricamo ad arazzo, uno dei più antichi, a fili contati, che ricopre interamente il fondo. L'arte del ricamo non ha limiti cronologici, geografici o sociali poiché è presente in tutte le epoche in settori di attività organizzata (corti, monasteri, manifatture, fabbriche, ecc.) o semplicemente casalinga; inoltre, nelle tecniche della sua lavorazione non vi sono state nel tempo trasformazioni significative tali da giustificare un'interpretazione evolutiva, anzi talvolta opere antichissime raggiungono una perfezione tecnica difficilmente eguagliabile. I motivi decorativi invece hanno sempre affiancato originalmente o seguito l'arte contemporanea. Della produzione di tessuti ricamati nell'antichità si hanno prove sicure attraverso le testimonianze letterarie. Per quanto scarsi, sono conservati alcuni esempi molto antichi: egiziani (benda di lino ornata di piccoli tondi in filo verde, databile intorno al sec. XII a. C.), ellenistici, copti. Il ricamo dovette però originarsi in Oriente, forse presso il popolo cinese che, fin dagli albori della sua civiltà, se ne servì per ornare abiti e drappi con estrema ricchezza e fantasia decorativa. Intorno al Mille si sviluppò nell'area mediterranea il ricamo islamico di cui rimane un prestigioso esempio: il manto di re Ruggero eseguito a Palermo nel 1133 (Vienna, Schatzkammer). Di grande importanza, specie nei sec. XIII e XIV, fu il ricamo inglese in seta, noto come opus anglicanum, preceduto dall'unica opera monumentale del ricamo europeo pervenutaci: l'arazzo di Bayeux, ca. 1077 (Bayeux, Musée de la tapisserie). L'opus teutonicum è il ricamo tedesco medievale in bianco eseguito con grande precisione nei monasteri, dove sono tuttora conservati numerosi esempi. Nel sec. XIV il ricamo in seta si sviluppò specialmente nell'Europa centrale, in Austria, Boemia e Francia. In alcuni centri culturalmente più avanzati, come la Borgogna e Firenze, il ricamo rinascimentale, iconico e storico, fiancheggia degnamente la pittura adottando la raffinata tecnica del ricamo a smalto traslucido (parati di S. Giovanni Battista, 1466-79, su disegno di A. Pollaiolo; Firenze, Opera del Duomo). Ma i ricami fiorentini del sec. XV appaiono modesti di fronte ai pomposi ricami ecclesiastici del Seicento (per esempio, casula e paliotto del cardinale Alessandro Farnese), dove la pittura ad ago sostituisce il delicato ricamo figurativo e dove le imbottiture e le applicazioni creano effetti di forte rilievo e di prospettiva. L'importazione dall'India nel sec. XVII di coperte trapunte e ricamate diffuse in Europa tale gusto e la tecnica del ricamo a piqué, che dilagò nel sec. XVIII e fu utilizzato per ornare le vesti come i tessuti d'arredamento. Sempre nel Settecento fu molto usato in Piemonte ilricamo bandera, eseguito in lana e seta a colori vivaci e applicato soprattutto all'arredamento. Nell'Ottocento vennero ripetuti tecnicamente e iconograficamente modelli dei secoli precedenti e solo con il liberty si ebbe un valido tentativo di trovare un nuovo stile. Frattanto comparvero in Svizzera (a San Gallo, intorno al 1830) le prime macchine da ricamo, via via perfezionate nel corso dell'Ottocento e del primo Novecento, in grado di fornire a basso prezzo un'imitazione dei più raffinati ricami a mano, la cui tradizione si mantenne però viva nei conventi e nelle scuole regionali.