rimorchiatóre

sm. [sec. XIX; da rimorchiare]. Nave adibita al traino o alla spinta di natanti e galleggianti in mare, fiumi, laghi, nonché all'assistenza e alla movimentazione di navi in manovra o non in grado di governare per avaria. Allo scopo il rimorchiatore deve essere dotato di motori assai potenti in rapporto al compito che deve svolgere; deve avere la massima manovrabilità in acque ristrette fino all'evoluzione a punto fisso; deve essere dotato di idonee attrezzature per il traino o di apparecchiature adatte al compito cui è destinato (salvataggio, antincendio, ecc.); deve avere capacità di tiro molto elevata, nonché notevole galleggiabilità in ogni condizione di mare. I rimorchiatori vengono di norma classificati in cinque categorie: per acque basse, per acque interne, per operazioni portuali, per operazioni costiere, di alto mare od oceanici; i rimorchiatori delle prime quattro categorie differiscono fra loro per le attrezzature di bordo e per le dimensioni che vanno dai 20 m di lunghezza dei rimorchiatori per acque basse e interne ai 30 m di quelli portuali, ai 40 m dei rimorchiatori costieri; anche il pescaggio varia da un minimo di 2 m fino a 5 e più m, mentre la potenza dei motori, di norma del tipo Diesel, varia da 300 a oltre 3000 CV per asse; caratteristica di questi natanti è l'accentuata insellatura e il moderato bordo libero, mentre la velocità va dagli 8 ai 12 nodi. I rimorchiatori portuali sono adibiti essenzialmente per l'assistenza alle navi e per il loro spostamento nell'area del porto, nonché per il pronto soccorso in caso d'incendio su navi o nel porto (allo scopo questi ultimi sono dotati di potenti pompe e lance per grandi getti d'acqua nonché di mezzi schiumogeni); gli altri tipi vengono utilizzati per il traino di chiatte, draghe, gru galleggianti, pontoni e altri natanti privi di motore; in particolare quelli costieri svolgono servizio di traino per la movimentazione di chiatte delle navi portachiatte. I rimorchiatori di alto mare sono navi lunghe fino a 80 m, larghe ca. 12 m e con altezza di costruzione di oltre 7 m; hanno apparati motore di potenza superiore anche ai 10.000 CV per asse che permette velocità superiori ai 20 nodi; la loro autonomia è notevole, dell'ordine di 15.000-20.000 miglia. Ne esistono tre tipi: per il traino di navi, pontoni, bacini galleggianti, piattaforme petrolifere; per il salvataggio; per l'assistenza a navi in avaria e spegnimento d'incendi in alto mare; tutti possono operare in qualsiasi condizione di mare. I primi sono provvisti di cavo di traino montato su verricelli il cui freno è a tensione regolabile con sgancio automatico; gli altri sono dotati delle attrezzature necessarie al compito cui sono preposti, in particolare in quelli di salvataggio vi è anche un'infermeria di pronto intervento; in tutti la plancia è disposta verso prora per lasciare il massimo spazio alle manovre, inoltre è garantita l'accessibilità ai vari locali interni senza dover salire in coperta, così da poter operare anche con mare grosso.

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