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rinnòvo

sm. [sec. XIX; da rinnovare].

1) Atto ed effetto del rinnovare, usato specialmente nel linguaggio commerciale: il rinnovo di un contratto, di una cambiale.

2) Nelle colture soggette ad avvicendamento, principale lavoro di preparazione del terreno, volto a ripristinare in questo le condizioni chimiche, fisiche e microbiologiche favorevoli alla coltivazione. Il rinnovo, che riguarda le colture erbacee a ciclo estivo, si attua in due tempi. Nel primo, che consiste in un'aratura superficiale, si interrano le stoppie residue della precedente coltura e si eliminano le erbacce, riducendo al contempo le perdite di umidità e favorendo la capacità di trattenere l'acqua piovana. Il secondo tempo, che nelle regioni settentrionali si attua in estate, in autunno in quelle meridionali, consiste in un'aratura profonda nel corso della quale si interra il letame. In questo modo le zolle vengono esposte prima all'azione del sole e successivamente a quella del gelo, che modificano la struttura glomerulare del terreno, rendendolo più soffice e favorendo la possibilità di penetrazione delle radici.

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