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risèrva (ecologia)

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Generalità

La riserva naturale è un istituto che si prefigge una pluralità di scopi diversi secondo il tipo di riserva istituita e codificati dall'UICN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura). Le riserve naturali possono essere di ampiezza molto varia e realizzate sia in superficie, sia in ambienti sotterranei o sottomarini. Per ragioni d'ordine scientifico e sociale vengono sottratte al libero intervento dell'uomo e sono sottoposte a uno speciale regime di tutela dei poteri pubblici, per garantire la conservazione degli aspetti naturali peculiari. Possono essere distinte in due grandi categorie: riserve naturali generali, istituite per fini generali e, in pratica, destinate a tutelare tutti gli aspetti naturali di un determinato territorio (geologici, paesaggistici, floristici, faunistici, ecc.); riserve particolari, istituite per fini scientifici particolari. Le prime a loro volta comprendono tre categorie: la riserva integrale, quella orientata e il parco nazionale. La riserva integrale è istituita per tutelare zone di particolare importanza dal punto di vista scientifico, per speciali valori ecologici, floristici, faunistici o d'altro genere. In essa è vietato l'accesso, se non per motivi di studio o di gestione, per non arrecare perturbamenti all'ecosistema. In genere si tratta di riserve di modesta estensione. In Italia ne esistono una quarantina, istituite per la grande maggioranza dal Corpo Forestale dello Stato in territori del demanio forestale: si ricordano la riserva integrale di Sasso Fratino nelle foreste casentinesi (Forlì), la prima istituita, quelle di Poggio Tre Cancelli (Grosseto), della Valgrande (Novara), delle Agoraie (Genova), delle Tre Cime di Bondone (Trento), dell'isola di Montecristo (Livorno). La riserva orientata è un tipo di riserva di grande interesse scientifico, dove però è prevista l'azione di controllo e di ripristino di determinati equilibri alterati dall'uomo. L'opera umana serve per orientare l'evoluzione naturale verso un determinato riassetto ambientale. Vi è vietato l'accesso al pubblico. In Italia ve ne sono diverse, sempre create dal demanio forestale. Il parco nazionale è il tipo di riserva generale di più vasto interesse aperta al pubblico. Le riserve naturali particolari si suddividono in parziali e speciali. Le riserve parziali concernono la conservazione di singoli aspetti della natura e possono pertanto essere riserve geologiche, botaniche, zoologiche, biologiche e antropologiche. Vengono istituite in zone dove non si verifica la presenza simultanea di preminenti valori abiologici e biologici, ma solo di alcuni. Le riserve speciali hanno finalità ancora più particolari e possono concernere la tutela di singole manifestazioni naturali o di luoghi (per esempio, cascate, grotte, ecc.), di “monumenti naturali”, ecc. Ogni tipo di riserva naturale ha, ovviamente, una sua normativa appropriata.

Diritto

La riserva dovrebbe avere lo scopo d'incrementare la selvaggina e favorire la sosta degli uccelli migratori. La legge dispone che in ogni provincia il territorio delle riserve non superi una precisa aliquota della sua superficie totale; la riserva è inoltre sottoposta a decreto di concessione da parte della provincia e al pagamento di una tassa; la concessione ha durata limitata e può essere ritirata in ogni momento se il concessionario non ottempera alle norme contenute nel relativo decreto. Indicazioni e cartelli devono segnalare la presenza e i confini della riserva. Per la pesca la riserva è concessa a enti pubblici o a privati e può avere scopi sportivi, per lo sfruttamento, per l'allevamento, per la riproduzione (in questo caso il divieto di pesca è tassativo per tutti). Il concessionario di ogni tipo di riserva per la pesca deve immettere nelle acque un certo numero di avannotti per compensare i quantitativi pescati. Per la caccia queste norme appartengono ancora al Testo Unico del 1939. Da allora vi sono state apportate numerose innovazioni, di cui le più importanti sono: nuove norme per il funzionamento delle riserve comunali di caccia nelle zone faunistiche delle Alpi allo scopo di proteggere e incrementare il loro patrimonio faunistico; definizione delle giornate in cui è consentita la caccia e del numero di capi di selvaggina che ciascun cacciatore può uccidere; divieto della caccia alla selvaggina migratoria in alcune regioni e restrizioni per il resto del territorio nazionale; divieto di cacciare determinati animali.

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