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risurrezióne o resurrezióne

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Lessico

sf. [sec. XIV; dal latino ecclesiastico resurrectío-ōnis, da resurgĕre, risorgere].

1) Atto, effetto del risorgere e del risuscitare. In particolare, verità dogmatica del cattolicesimo secondo cui, alla fine dei tempi, le anime umane ritorneranno a vivere congiuntamente con i corpi (risurrezione dei morti), a somiglianza di Cristo che, dopo la morte, ridiede vita al proprio corpo (risurrezione di Cristo).

2) Fig., risorgimento, rinnovamento: risurrezione delle arti e delle lettere; risurrezione spirituale.

Religione: cristianesimo

Già presente nel giudaismo, il concetto di risurrezione era collegato alla venuta del Messia, per liberare il suo popolo dalla miseria e dalla morte, considerata come abbandono da parte di Dio, “poiché non è il soggiorno dei morti che ti possa lodare, non è la morte che ti possa celebrare” (Isaia 38,18). Tale concezione, maturatasi durante l'esilio in Babilonia, si precisò come speranza di un mondo, di un tempo radicalmente nuovi, in cui gli uomini sarebbero ritornati a vivere ricevendo ciascuno il frutto delle proprie azioni: “Gli uni risorgeranno per la vita eterna, gli altri per l'obbrobrio, per un'eterna infamia” (Daniele 12,2). Questo concetto fu ripreso dal Nuovo Testamento: “Verrà l'ora in cui tutti coloro che stanno nei sepolcri sentiranno la voce del Figlio di Dio: e usciranno, quelli che avranno fatto il bene, alla risurrezione per la vita; quelli invece che avranno fatto il male, alla risurrezione pel giudizio” (Giovanni 5,28). La natura, così come ha partecipato, nel corpo umano, alla sofferenza, prenderà parte “alla redenzione del nostro corpo” (Romani 8,22). Il corpo dei risorti, nella sua natura, non sarà tale quale quello terreno, poiché “è necessario che questo si rivesta d'incorruzione e che il corpo mortale si rivesta d'immortalità” (I Corinti 15,52). La risurrezione dei giusti è fondata sulla risurrezione di Cristo, tanto che, se “Cristo non è di fatto risorto, inutile è la fede”. Il Nuovo Testamento attesta con insistenza il fatto che “secondo le Scritture, Cristo resuscitò il terzo giorno dalla morte” (Luca 24,34; I Corinti 15,4). Alcuni teologi protestanti affermano che la risurrezione di Cristo non fu reale, ma si originò come credenza per un'allucinazione degli apostoli (Renan), e la intendono simbolicamente come figura letteraria indicante la divinità di Cristo (Harnack, Loisy, Bultmann). La vera risurrezione è pertanto, secondo questa concezione, nel cuore del credente, che si pente dei suoi peccati.

Iconografia

Nella primitiva arte cristiana il tema della risurrezione di Cristo è rappresentato solo simbolicamente per mezzo di una croce sormontata dal monogramma di Cristo, o in modo indiretto attraverso la raffigurazione delle pie donne al sepolcro (Roma, portale di S. Sabina; avorio Trivulzio, sec. IV, Milano, Museo del Castello Sforzesco). Solo a cominciare dal sec. XI-XII si affermò la rappresentazione di Cristo che sorge dal sepolcro, tema che trovò grandissimo sviluppo nel Rinascimento (Andrea del Castagno, Firenze, cenacolo del convento di S. Apollonia; Piero della Francesca, Borgo San Sepolcro, Pinacoteca comunale). Parallelamente si diffuse il tema di Cristo che appare in cielo al di sopra del sepolcro vuoto e aperto (Perugino, Roma, Pinacoteca Vaticana; Tintoretto, Venezia, Scuola di S. Rocco).