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rotàia

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Lessico

sf. [sec. XVIII; da r(u)ota].

1) Solco lasciato su un terreno dalle ruote di un veicolo: le rotaie tracciate nel fango dal passaggio dei carri.

2) Ciascuno dei due profilati d'acciaio laminato che costituiscono le guide di rotolamento delle ruote dei veicoli ferroviari, tranviari, ecc.

3) Guida metallica, o in altro materiale resistente, che consente la traslazione di un oggetto, organo, macchina che su di essa scivola. Le rotaie, sopraelevate oppure a diversi livelli, consentono, negli impianti industriali, l'avanzamento dei pezzi nelle lavorazioni in serie: a tal fine possono essere realizzate secondo i profili e i percorsi più diversi, secondo le dimensioni dei pezzi da trasportare, della lunghezza del percorso, della posizione relativa dei vari reparti e delle caratteristiche ambientali dei reparti stessi.

4) In alcuni impianti di trazione elettrica (per esempio metropolitane), terza rotaia, conduttore di alimentazione costituito da una rotaia posta a livello alquanto diverso da quelle di guida, sulla quale striscia un pattino che costituisce l'organo di presa della motrice. Il conduttore di ritorno è costituito dalle stesse rotaie di guida o anche da una quarta rotaia.

5) Fig., norma, consuetudine: mantenersi entro le rotaie; uscire dalle rotaie, fare stranezze, eccessi.

Tecnica

La rotaia è costituita da barre laminate in acciaio al manganese oppure in acciaio contenente rame che presenta una notevole resistenza all'ossidazione, per cui viene impiegato in luoghi permanentemente umidi quali le gallerie; le barre hanno lunghezza standard di 18 o di 36 m, larghezza massima di 75 mm e altezza fra 131 e 172 mm; il carico massimo che possono sopportare è di 20 t per asse. Il tipo di rotaia più diffuso è il “Vignole”, la cui parte superiore (fungo), su cui rotolano i carichi, ha sezione leggermente trapezoidale smussata agli spigoli; questa è raccordata da una parte stretta a parallelepipedo (gambo) a una larga base (suola) che serve per il fissaggio delle barre alle traverse. Per la messa in posa a costituire i binari, le barre vengono saldate fra loro, col sistema elettrico a scintillio, a formare tronchi lunghi fino a 144 m; questi sono fissati alle traverse tramite “piastre di fondo” di acciaio speciale, di forma rettangolare a cuneo per realizzare l'inclinazione di 1/20 verso l'interno, così come è inclinato il cerchione delle ruote dei veicoli; le piastre vengono ancorate alle traverse mediante caviglie a vite la cui testa blocca la suola della rotaia (attacco indiretto), oppure mediante caviglie e piastrina, realizzando l'ancoraggio simultaneo della rotaia e della piastra (attacco diretto). I vari tronchi di rotaia sono uniti fra loro per realizzare le fughe di binari, facendo in modo che le giunzioni di una campata rispetto all'altra risultino sfalsate, onde ridurre il “martellamento”, cioè l'urto delle ruote sulle giunzioni; queste ultime possono essere realizzate con elementi meccanici costituiti da due ganasce o stecche affacciate al gambo, lunghe 50 o 86 cm, collegate fra loro da chiavarde in modo da serrare le estremità affacciate dei tronchi; onde eliminare al massimo il martellamento si adotta il sistema di saldatura elettrica in opera, realizzando il cosiddetto “binario continuo”; la continuità dei binari per i circuiti di binario, che devono essere debitamente isolati, si realizza interponendo nelle giunzioni delle varie tratte sagome di rotaia in resina termoindurente ad alta resistenza meccanica, oppure incollando fra loro le estremità delle tratte mediante tali resine; questo metodo si usa normalmente per la realizzazione degli scambi. Infine, le rotaie per i veicoli tranviari, il cui piano di rotolamento non deve sporgere dal piano stradale, sono conformate “a gola” per consentire l'inserimento del bordino del cerchione delle ruote dei veicoli.

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