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rottura

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Lessico

sf. [sec. XIII; latino tardo ruptūra, da ruptus, pp. di rumpĕre, rompere].

1) Atto, effetto del rompere o del rompersi: la rottura del vetro, dell'orologio; la piena ha causato la rottura degli argini; rottura di un osso, di un braccio, frattura; punto di rottura, limite estremo di resistenza oltre il quale un materiale si rompe; fig., limite oltre il quale una situazione diventa insostenibile. In frasi volg. eufemistico: rottura di scatole, di tasche, di palle (o semplicemente rottura), noia, fastidio, grossa seccatura. Con accezioni specifiche: A) nelle costruzioni, fenomeno che si manifesta nei materiali, posti in determinate condizioni fisiche, chimiche e meccaniche, quando si sono superate le forze interne di coesione. B) In geologia, mutamento di forma e di assetto di un cristallo, di una roccia o di una porzione più o meno vasta della crosta terrestre, provocato da una deformazione discontinua. C) In geomorfologia, rottura di pendenza, variazione, più o meno brusca, della pendenza lungo il profilo longitudinale di una valle fluviale o dell'inclinazione di un versante vallivo. La comparsa di rottura di pendenza dipende in genere dalla presenza di corpi rocciosi più resistenti all'erosione o alla degradazione, da fenomeni di ringiovanimento in atto, da precedente modellamento glaciale, da faglie, frane, ecc. D) Nell'ippica, il passaggio del cavallo dal trotto al galoppo contro la volontà del fantino; se la rottura è prolungata il cavallo viene squalificato. E) Nella terminologia militare, rottura del contatto è l'azione mediante la quale una grande unità si sottrae al contatto col nemico; rottura del fronte (desueto) si determina, in ambiente di guerra di posizione, quando, a livelli strategici, l'attaccante riesce a spezzare la linea difensiva nemica e a dilagare alla sue spalle. Esempio classico di rottura del fronte fu l'offensiva tedesca in Francia nel 1940 quando le divisioni corazzate tedesche, infranta la resistenza avversaria, dilagarono rapidamente nell'interno del Paese.

2) Per estensione, il punto in cui una cosa si è rotta: saldare la rottura del tubo.

3) In agricoltura, rottura delle stoppie, leggera aratura che si pratica dopo la mietitura dei cereali per ammorbidire il terreno e facilitare l'assorbimento dell'acqua; inoltre, favorendo la germinazione delle erbe infestanti, la rottura consente di distruggerle interrandole con la successiva aratura profonda.

4) Fig., sospensione, interruzione; in particolare, cessazione di un rapporto per l'insorgere di controversie e simili; mancato accordo: la rottura del fidanzamento; le parti sono giunte alla rottura delle trattative.

Edilizia

La rottura di una struttura può essere dovuta a cause esterne (per esempio un'esplosione, un terremoto, un urto) o a cause intrinseche al materiale; in ogni caso avviene quando le forze che legano fra di loro le molecole o gli atomi del materiale (o dei materiali) costituente la struttura risultano nettamente inferiori a quelle esercitate sul materiale stesso. La rottura può essere influenzata da diversi fattori, come la struttura e le proprietà del materiale, la temperatura di esercizio in cui opera, lo stato e le modalità di applicazione delle sollecitazioni, l'ambiente esterno. Dal punto di vista microscopico, la rottura dà luogo a due superfici dette di rottura: può essere fatta una distinzione tra rottura intergranulare, nella quale la superficie di rottura si propaga lungo i bordi di grano, e rottura transgranulare, nella quale la superficie di rottura si propaga attraverso i grani. Esistono anche rotture miste. Da un punto di vista più generale le rotture possono essere tenaci o fragili (vedi frattura). Nei materiali metallici, in generale, le rotture tenaci sono transgranulari e quelle fragili intergranulari, in queste ultime soprattutto quando vi è stato al contorno del grano un precipitato fragile o anche una semplice segregazione. Le rotture dei materiali in esercizio si hanno oggi più frequentemente per fenomeni di fatica, per corrosione sotto sforzo e per un abbassamento di temperatura, al di sotto di quella di transizione (vedi fragilità), in strutture chiodate o saldate sottoposte a urti e vibrazioni. La saldatura è in particolare estremamente pericolosa in quanto può introdurre nelle costruzioni effetti di intaglio (per inclusioni, soffiature, cricche, ecc.) e sforzi residui di trazione che si possono sommare a quelli dovuti al carico esterno. Importante, per ciascun materiale, è la determinazione del limite massimo di resistenza alle sollecitazioni; ciò si ottiene con prove meccaniche in laboratorio effettuate su provini. Mediante tali prove di rottura si determina sperimentalmente il carico di rottura proprio del materiale in esame, rappresentato dalla tensione unitaria che ne provoca il cedimento. Il carico di rottura di ogni materiale, ridotto mediante un opportuno coefficiente, permette di stabilire il carico di sicurezza di una struttura.

Diritto

Rottura a fine di danneggiamento, reato commesso da chi rompe o rende inservibili chiuse, argini, dighe e altre opere poste a difesa dalle acque, valanghe, o frane, al solo scopo di danneggiare le dette opere. Se dal fatto deriva il pericolo d'inondazione o frana, la pena è la reclusione da 1 a 5 anni, se si verifica il disastro da 3 a 10 anni. Rottura del contratto, termine tecnico per indicare gli svariati modi di cessazione degli effetti di un contratto: per esempio annullamento, rescissione e risoluzione del contratto. § In diplomazia si ha la rottura delle relazioni tra Stato e Stato per gravi contrasti insorti e tali da portare talora allo stato di guerra tra i due Stati. La rottura può avvenire anche per inosservanza sistematica da parte di uno Stato dei diritti fondamentali dell'uomo; per lo Stato che procede penalmente contro gli oppositori politici che si limitano a esporre le loro idee; per lo Stato colpevole di genocidio contro inermi o contro minoranze etniche, ecc.

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