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rubāʻī

sm. arabo (propr., quartina). Genere poetico della letteratura persiana. Di origine assai discussa (araba, o più probabilmente centrasiatica), ebbe uno sviluppo autonomo nella poesia in lingua neopersiana dal sec. XI in avanti, seppur con notevoli variazioni di metro, rima e contenuto. Si compone di quattro emistichi che formano due versi. La rima comprende a volte i singoli emistichi, a volte gli ultimi due emistichi di ogni verso, e a volte ancora i primi due e il quarto. Il rubāʻī è di solito adoperato per esprimere brevissimi e intensi motivi d'amore, massime filosofiche, consigli e ammonimenti, e non di rado anche veri e propri anatemi di pessimismo nei confronti del mondo e delle sue illusioni. Il più celebre compositore di rubāʻī nella letteratura persiana è il filosofo-scienziato ‘Umar Hayyam, le cui celebri Quartine, grazie alla traduzione e rielaborazione di E. Fitzgerald, ebbero grandissima fama in epoca romantica.

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