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sélce

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Lessico

Sf. [sec. XIV; latino silex-ícis].

1) Roccia sedimentariasilicea di origine chimica od organica, a struttura microcristallina o criptocristallina, di aspetto compatto e vetroso, variamente colorata per la presenza di impurità in grigio, nero, bruno-scuro, verde, rosso scuro. In particolare, selce piromaca, v. pietra focaia.

2) Lett., pietra in genere: “Medusa... in selce trasformollo” (F. Petrarca).

3) Piccolo blocco di forma tronco-piramidale grossolanamente sbozzato, ottenuto in genere da pietre eruttive (basalti e porfidi); viene adoperato per rivestimenti di scarpate o per pavimentazioni stradali dette appunto selciati o basolati, altamente resistenti all'usura.

Geologia

La selce si rinviene di solito sotto forma di straterelli, lenti, noduli, masserelle, intercalati in rocce sedimentarie, generalmente calcaree. Componente essenziale della selce è la silice che può essere presente come quarzo, come calcedonio e come opale. La maggior parte delle selci contenute nelle formazioni calcaree è costituita da minutissime fibre e granuli di quarzo, talvolta a struttura così fine e compatta da simulare l'isotropia; hanno varia origine, potendo derivare sia da precipitazione chimica della silice, favorita dagli ioni CO₃2-, sia per sostituzione di organismi fossili calcarei, sia per migrazione e concentrazione della silice finemente diffusa nei sedimenti, sia infine dall'accumulo di scheletri di organismi silicei. Le selci costituite da calcedonio, in sottili fibre allungate, derivano invece da precipitazione chimica diretta e si trovano come riempimento di cavità e fratture; quelle formate da opale si trovano generalmente in incrostazioni o sotto forma nodulare.

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