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sìncope

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Lessico

sf. [sec. XIV; dal greco synkope, da synkópō, spezzare].

1) In fonetica, fenomeno della totale scomparsa di uno o più suoni all'interno di parola, generalmente prodotto da un forte accento espiratorio precedente o seguente. Se ne possono trovare esempi in latino classico (reppuli invece di repepuli, valde accanto a validus) e più ancora nel latino volgare (caldus per calidus, postus per positus). È interessante notare che già Augusto riteneva pedante la pronuncia calidus, positus. L'italiano, come le altre lingue romanze, continua normalmente le forme sincopate, che in poesia sono ancor più sviluppate per ottenere determinati effetti stilistici (medesmo per medesimo, carco per carico).

2) Episodio morboso caratterizzato da improvvisa, completa e transitoria perdita di coscienza.

3) In musica, sostituzione della regolare successione dei tempi forti e deboli all'interno della battuta con l'accentuazione e il prolungamento di uno o più tempi deboli sul tempo forte successivo. È procedimento assai usato nella tradizione musicale colta, ma è tipico in particolare di molte danze moderne e del jazz.

Medicina: cause della sincope

La sincope può essere provocata da: sforzo, prolungata stazione eretta o passaggio all'ortostasi dopo lungo decubito supino, dolore acuto, intense emozioni, stato tossinfettivo, labilità vasomotoria, anossia, ipoglicemia, infarto del miocardio, farmaci, stimolazione del seno carotideo. Può essere conseguente anche a turbe circolatorie che diminuiscono l'afflusso di sangue al cervello (sincopi cardiache): per esempio fibrillazione atriale o ventricolare, blocco senoatriale, collasso cardiaco, vasodepressione, trombo, lesioni intracardiache. Insorge improvvisamente o preceduta da sensazione di malessere generale, nausea, sudorazione ecc. È caratterizzata da notevole diminuzione della pressione arteriosa, pallore, aumento della frequenza del polso, incoscienza, a volte perdita di urine e feci. Si cura mettendo il malato in decubito supino e somministrandogli farmaci vasomotori e analettici.

Medicina: sincope respiratoria e locale

Vengono definiti sincopi anche alcuni quadri clinici quali: sincope respiratoria, che consiste in un arresto degli atti respiratori in seguito a fenomeni nervosi (isterismo), spastici (per esempio da traumi), o a malattie gravi dell'apparato respiratorio; non si verifica arresto della circolazione ma il sangue, non più ossigenato, causa cianosi. Si ricorre ad analettici, respirazione artificiale, tracheotomia (se del caso); sincope locale, si manifesta con perdita di sensibilità ad accessi a carico delle estremità degli arti, dovuta a mancata circolazione del sangue; costituisce il momento iniziale della malattia di Raynaud.

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