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sìstole

sf. [sec. XVII; dal greco systole, contrazione, da sýn, con+stéllein, disporre].

1) Nella poesia classica, abbreviamento, dovuto a necessità metriche, di sillabe che di solito sono misurate lunghe. In italiano la sistole è il fenomeno che tende a spostare l'accento verso il principio della parola, rendendo sdrucciola una parola piana, o piana una parola tronca: “la notte ch'io passai con tanta pièta” (D. Alighieri).

2) In fisiologia, contrazione ritmica della muscolatura degli atri e dei ventricoli che si ripete alternativamente durante l'attività cardiaca. Dal punto di vista meccanico, il ciclo cardiaco comincia con la sistole degli atri, mentre i ventricoli sono rilasciati; poi gli atri si rilasciano e i ventricoli vanno in sistole; successivamente anche i ventricoli si rilasciano e, dopo un breve intervallo, in cui sia gli atri sia i ventricoli sono rilasciati, comincia il ciclo successivo. I processi di contrazione sistolica comportano una sequenza di variazioni pressorie e di flusso nelle cavità cardiache che consentono l'espulsione del sangue dal cuore e la sua immissione nei vasi sanguigni.

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